L’amore è finito

il sole disperato della passione
fiammeggia
sul malinconico cuore:
ha sete
tanta sete
ma
l’amore è finito
consumato
consumato avidamente
fino all’ultima goccia
e non era previsto

il dolore
culla
nell’ombra dell’attesa
la tempesta dei sentimenti

Giovanni De Simone

Published in: on aprile 12, 2014 at 07:43  Comments (6)  

Cos’è amore

 
Cos’è amore
se non è l’attesa di vederti
e neppure la paura di perderti
se non è la voglia
di saperti mia
e neppure il bisogno
di nasconderti al mondo
se non è la gelosia
che mi rode l’anima
e neanche la certezza
di averti accanto
se non è la noia
delle giornate tranquille
e neanche il calore
mentre ti tengo la mano
cos’è amore
se non ho voglia
di sentirti
né ho paura
di non sapere che fai
se non ho parole
per chiamare questa cosa
che non posso dire amore
senza averlo mai saputo.

Gian Luca Sechi

Published in: on aprile 12, 2014 at 07:19  Comments (2)  

Il vento ed io

EL VIENTO Y YO

Cómo pudiera tener
su voz y el viento,
viento que azota la luz,
la luz del tiempo.
Recuerdo la fatal angustia,
viento herido.
Llevas la espina de mis amores,
viento lascivo.
Ahora crece la flor confusa
del viento amigo.
Hoy bajo un cielo nublado,
mañana, ¿dónde estarás?
Y no saber por qué camino,
por cual camino te vas.
El viento se me ha perdido,
quién sabe si volverá.
¿Dónde ella? ¿Dónde? ¿Dónde su voz?
¿Dónde mi Luna?
¿Dónde mi Sombra?
donde la Luna sin alma y yo.

§

Come potrei avere
la voce e il vento
vento che sferza la luce,
luce del tempo.
Ricordo l’angoscia mortale,
vento ferito.
Porti la spina dei miei amori,
vento lascivo.
Ora cresce il fiore indistinto
del vento amico.
Oggi sotto un cielo di nubi,
domani, dove sarò?
E non saper perché cammino,
per qual cammino vai.
Il vento io l’ho perduto,
chi sa se ritornerà.
Dove lei? Dove? Dove la sua voce?
Dove la mia Luna?
Dove la mia Ombra?
dove la Luna senz’anima e io.

ADALBERTO ORTIZ QUIÑONEZ

Published in: on aprile 12, 2014 at 07:19  Comments (3)  

Il tuo nome

Rosario

Sussurrare il tuo nome
è come un mantra
una litania un rosario
sgranato nelle perle della collana

quando arrivo al capolinea
ritorno
per ripercorrere il giro
ritorno

per scandire le stesse sillabe

per sentirne il suono
variato
dall’eco della mia gola
per un continuo che ritorna vuoto
senza te

Il Passero

Published in: on aprile 12, 2014 at 07:15  Comments (4)  

Trasportami o mia città

Molo
 
Trasportami , o mia città, nel tuo ventre,
dove ogni voce è tenerezza nel pugno dei ricordi
e il vento è parola che affranca e rimane.
Menami tra le tue colline,
tra i noti sentieri
Simulerò l’attesa dell’alba
e ricomporrò il dolore
nel buio che rischiara la notte.
.
Prendimi per mano o mia città,
accompagnami oltre il molo.
Parla di infiniti silenzi l’orizzonte,
narra di tempo frantumato tra le mani,
di ciò che è,
di quello che poteva essere.
 .
Con te,
sarà breve il viaggio da qui a laggiù.

Maria Rosaria Rozera

Published in: on aprile 12, 2014 at 06:52  Comments (1)