Stavo zitta

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JE ME TAISAIS
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Je me taisais, j’avais fait vœu
De ne te jamais reprocher
Ton esprit net, sobre, empêché
De tout élan, de tout aveu ;
Mais ce soir où le ciel d’automne
Effeuille un soleil languissant,
Laisse que ma voix s’abandonne
A trahir les secrets du sang :
– Entends-tu, cher cœur sans tendresse,
Chère ame insensible et têtue,
En ce jour où je te confesse
Ma native et fière tristesse,
Combien de fois je me suis tue ?
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§
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Stavo zitta, avevo fatto voto
di non rimproverarti mai
il tuo spirito squadrato, vuoto, negato
a ogni slancio, a ogni sfogo;
ma questa sera che il cielo d’autunno
sfoglia un sole struggente,
lascia che la mia voce si abbandoni
a tradire i segreti del sangue:
– Lo sai tu, caro cuore senza dolcezza,
cara anima insensibile e ostinata,
in questo giorno che io ti confesso
la mia nativa e fiera tristezza,
quante volte mi sono ammazzata?

ANNA-ÉLISABETH DE NOAILLES

Published in: on aprile 14, 2014 at 07:36  Comments (2)  

Dimentico


Dimentico ogni tanto d’essere sola
basta inventarsi un tango con la scopa,
dimentico i baci, di pensare di sparare,
dimentico preghiere ed orazioni
a volte, ma non dimentico il pane
del perdono e della fame.
Dimentico chi ho vicino
ma non chi mi porto nel cuore,
dimentico le ingiurie ed odio le bestemmie,
dimentico passato e presente,
ma non il colore dei tuoi occhi
amore spurio.
Dimentico un padre
ma non il Padre,
anche se ho preso strade strette
sulle quali però non ho lasciato tracce.
Dimentico gli schiaffi di mia Madre
Ma nessuno dei suoi sorrisi
gli occhi suoi nelle mie orbite
ora siamo due contadine.
Dimentico le regole
ma poi offro cuore e mani
ed è Poesia.
Dimentico a comando persone
e brutti incontri.
Dimentico le luci accese
le scarpe i vestiti
li lascio nelle vetrine.
Dimentico le cose che leggo
poi me le ritrovo nei sogni.
Dimentico
così poi son costretta a ricordare
quelli che ho perso troppo presto
appena il tempo di offrirgli un po’ di cuore.

Maria Attanasio

Published in: on aprile 14, 2014 at 07:12  Comments (6)  

Così, per non sentirsi solo terra

un angelo tatuato sulla schiena
dice di minuziose allegorie
troppi da farne figurine, e non
immagini a colori sottopelle _spera_
che da un piumaggio simulato ad arte
germini il nuovo aprile
e un fiorire di volo dalle spalle

giorni dimenticati sulle scale
tornare acuti tra le vecchie carte
leggersi di sanzioni e di marane
di contenziosi a cielo aperto _c’era_
chi pescava ricordi dalle fogne
e chi stentava a rivedersi
chi ragionava a sprazzi

l’angelo prigioniero tra le scapole
dice di mezze verità sepolte
di come si manipola ogni cosa
e della nostalgia d’altri paesi _a sera_
sbiadiscono le case, i fiori amati
resta soltanto un frullo
timido accenno d’ali

Cristina Bove

Published in: on aprile 14, 2014 at 07:06  Comments (5)  

Ho la parola “Amore” per te

 
Ho la parola amore per te
e la mischio alle erbe
profumate d’attesa.
La condisco: una presa
di pepe e di sale
e peperoncino
per dir quanto vale
l’averti vicino
qui, a cena da me.

Viviana Santandrea

Published in: on aprile 14, 2014 at 07:00  Comments (4)  

Hardendo

La notte rischiarata
da un tenue raggio di luna
esalta le tue femminee forme
i tuoi seni prorompono
mentre i tuoi globi
disegnano un arco sensuale

Le mie labbra percorrono lentamente
sentieri e colline
le mani accarezzano le spalle
per scendere poi
nel fondo della accogliente valle

le dita si fanno audaci
e dove terminano
il loro cammino
si enunciano i tuoi gemiti
per scivolare poi
nel solco mielato
scoprendo vischiosi riflussi

tu arcui il tuo corpo
ti offri completa al piacere
ti stringo al mio petto
assieme troviamo frasi audaci
nell’ansito del godere

e così ogni tuo sussulto
mi regala roride stille di lava
che sgorgano dal tuo vulcano
appagando la fame
del dio priapeo

Marcello Plavier

Published in: on aprile 14, 2014 at 06:55  Comments (3)