In un fiore

E’ quando si fa sera
che l’animo si schiude
come un gelsomino notturno.
Ed i petali divengon parole antiche
mai tramontate.
E baci son le foglie
che mai conobbero la morte.
In un fiore
ecco l’amore.
In un fiore
ecco la vita.

Sandra Greggio

Published in: on aprile 20, 2014 at 07:16  Comments (8)  

Il giorno di Pasqua

 
Cade, scroscia
la pioggia dal cielo plumbeo
rende il paesaggio
lucidato a nuovo
 
nuvole basse si adagiano
coprendo le alte cime
come a nasconderle
ad occhi indiscreti
 
vociare frammisto al vento
acute voci di bambini
chiesa immota nel tempo
silenzio sommesso
 
uovo di cioccolato a ricordare
la Pasqua
il suono di campane
che si espande
come eco nella valle

Maristella Angeli

Published in: on aprile 20, 2014 at 07:09  Comments (14)  

Buona Pasqua 2014

 
Becco stretto
Un ramoscello di ulivo
Oblazione d’amore quale
Nunzio di pace
Aleggia nell’azzurro
 
Prepara uomo il credo
Alla risurrezione
Silenziosamente
Quando il suono delle campane
Ugualmente scioglie nel cuore
Amore infinito

Giovanni De Simone

Published in: on aprile 20, 2014 at 07:06  Comments (5)  

Empatia d’amore

Empatia2

Sole al tramonto,
turbini di vento sulla città,
alveare d’anime
di mille strade oscure e solitarie.

Guardo la finestra
in un angolo di fioca luce seduto,
mi chiedo dove sei,
forse stai comprando un libro per noi,

forse stai tornando
mentre la pioggia inizia a cadere,
ma non sono inquieto,
perché so che presto tornerai da me.

Nel silenzio penso
quando allor non sarò qui ad aspettarti,
lontano per sempre
in quel viaggio senza più il tuo nome,

quando più potranno
i miei sensi goder la tua presenza
ed il mio amore
sostare intimamente sul tuo seno.

Potrei allor negare
la poesia e ogni cosa del mondo
perché così atroce separazione
mai possa avvenire.

Rumor dei tuoi passi,
si accendono le luci della casa,
nostro unico tetto
a proteggerci ancor per una notte.

Alberto Baroni

Published in: on aprile 20, 2014 at 06:52  Comments (6)  

Ràdonitza (Annuncio della Pasqua ai morti)

Uovo cremisi
.
Vento di primavera
traslucido come spada:
esilia dal sèpalo affilato
il boccio cremisi che ancora trema,
come dall’anima allo spirito,
il sangue della vena.
L’inverno, occulto lo stelo
che cullò le intenzioni, incubò le mortali esitazioni,
falcia senza un grido;
le psiche vecchiezze recide
della terribile vita.
Pasqua d’incorruzione!
Nel vento di primavera
L’antica chiesa indivisa
annuncia ai morti che indivisa è la vita:
su lapidi d’ipogei
posa i sèpali che ancora tremano
e al centro, al plesso, al cuore,
là dov’è sepolto il Sole,
là dov’e sepolto il Dono,
il piccolo uovo cremisi del perenne tornare,
dell’umile inconoscibile
trasmutato tornare.
Pasqua che sciogli ogni pena!
Paradossale deserto
di un cimitero metropolitano
tra morbidissime ali
di rondini e veli: quinto tono,
grida di boiardi a briglia sciolta, a spada snudata
nella celeste Città espugnata,
cui s’intreccia ed attorce, ottavo tono,
– come alla vivificante, venerabile Croce
dell’Archiereo la rosa che ancora trema –
il tenerissimo compianto funebre:
Pasqua memoria eterna!
Patetica, patrizia
morte della morte metropolitana
testimoniata da poche e immote bambole
di Corte asiatica: cremisi argento e oro.
Palpebre scavate,
palpebre affilate,
sguardi fissi, incollati, radicati
sugli ipogei di ogni terra, ogni memoria, ogni stirpe,
ogni morente psiche.
Fazzoletti tengono furtivi
Gli angoli della bocca che riga come sangue
Il divino grido, le barbe riarse dall’acqua
Inesauribile della notizia tremenda:

Pasqua memoria eterna!

CRISTINA CAMPO

Published in: on aprile 20, 2014 at 06:51  Comments (3)