Volterra

Su l’etrusche tue mura, erma Volterra,
fondate nella rupe, alle tue porte
senza stridore, io vidi genti morte
della cupa città ch’era sotterra.

Il flagel della peste e della guerra
avea piagata e tronca la tua sorte;
e antichi orrori nel tuo Mastio forte
empievan l’ombra che nessun disserra.

Lontanar le Maremme febbricose
vidi, e i plumbei monti, e il Mar biancastro,
e l’Elba e l’Arcipelago selvaggio.

Poi la mia carne inerte si compose
nel sarcofago sculto d’alabastro
ov’è Circe e il brutal suo beveraggio.

GABRIELE D’ANNUNZIO

Published in: on aprile 21, 2014 at 07:28  Comments (2)  

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2 commentiLascia un commento

  1. Grazie Massimo per questo omaggio poetico di grande forza e bellezza e come scolpito nell’alabastro del grande Vate a Volterra!

    ggc

  2. Il Grande Vate rende omaggio a Volterra. Fantastica!!!
    Patrizia


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