E’ Pasqua?

E’ Pasqua? Era pasqua…
Facciamo così…
Restano
della pioggia
inaridite armonie
le vostre
elettriche scintille
bruciature sulla mia pelle.
Punti.

Di deserti
e di paure
s’intersecano le rette
si scompongon le parole
si confondono le piste
la base è un vetro
non è specchio
è snervante attesa dell’immagine riflessa
ne elevo pareti trasparenti
contengono l’infinito dissolto ad ascoltarne i miti
così come un vento da una duna all’improvviso
ho in mano
destro e sinistro
il mio bicchiere vuoto
dell’aria che respiro.
Punto.

Di sabbia
ai granellini
che s’incuneano a battezzarmi il Tempo
urlo la mia rabbia
unico sigillo
la clessidra.
Dal boccale
nell’Universo
verso veleno alle paure.
Un sole brilla
ci son foglie che si scaldano
da un’altra parte 

al buio

una croce brucia.

Enrico Tartagni
Published in: on aprile 26, 2014 at 07:40  Comments (4)  

I silenzi che verranno

Silenzi
 
Nei giorni che mi allunghi
come corda nuova d’arco,
grida forte quanto vuoi
le tue mancate ribellioni.
Spazza l’aria e il tempo
dai capricci miei in arrivo.
Salva nella sacca a stelle
i ricordi fuori memoria.
 
Sii puledra da ammansire!
Duna dopo duna
io ti voglio infine nuda
al mar mio che non inganna.
 
Chi muterà la scena?
Anno dopo anno
ameremo le abitudini,
udiremo sirene decadute.
Nei silenzi che verranno,
piano schiaccerò le dita
tra le rughe tue scorrette,
sul tuo seno troppo terso.
 
Inedita bellezza io rinnoverò
come quando ti ho scoperta.
Mi vedrai Arlecchino in festa,
principessa senza parole!

Aurelio Zucchi

Published in: on aprile 26, 2014 at 07:37  Comments (5)  

Sogno di gatto

SUEÑO DE GATOS

Qué bonito duerme un gato,
duerme con patas y peso,
duerme con sus crueles uñas,
y con su sangre sanguinaria,
duerme con todos los anillos
que como círculos quemados
construyeron la geología
de una cola color de arena.

Quisiera dormir como un gato
con todos los pelos del tiempo,
con la lengua del pedernal,
con el sexo seco del fuego
y después de no hablar con nadie,
tenderme sobre todo el mundo,
sobre las tejas y la tierra
intensamente dirigido
a cazar las ratas del sueño.

He visto cómo ondulaba,
durmiendo, el gato: corría
la noche en él como agua oscura,
y a veces se iba a caer,
se iba tal vez a despeñar
en los desnudos ventisqueros,
tal vez creció tanto durmiendo
como un bisabuelo de tigre
y saltaría en las tinieblas
tejados, nubes y volcanes.

Duerme, duerme, gato nocturno
con tus ceremonias de obispo,
y tu bigote de piedra:
ordena todos nuestros sueños,
dirige la oscuridad
de nuestras dormidas proezas
con tu corazón sanguinario
y el largo cuello de tu cola.
.
§
.
Come dorme bene un gatto
dorme con zampe e di peso,
dorme con unghie crudeli,
dorme con sangue sanguinario,
dorme con tutti gli anelli
che come circoli incendiati
costruirono la geologia
d’una corda color di sabbia.
Vorrei dormire come un gatto
con tutti i peli del tempo,
con la lingua di pietra focaia,
con il sesso secco del fuoco
e, non parlando con nessuno,
stendermi sopra tutto il mondo,
sopra le tegole e la terra,
intensamente consacrato
a cacciare i topi del sogno.
Ho veduto come vibrava
il gatto nel sonno:
correva la notte in lui
come acqua oscura,
e a volte pareva cadere
o magari precipitare
nei desolati ghiacciai,
forse crebbe tanto nel sonno
come un antenato di tigre
e avrebbe saltato nel buio
tetti, nuvole e vulcani.
Dormi, dormi, gatto notturno
con i tuoi riti di vescovo,
e i tuoi baffi di pietra:
ordina tutti i nostri sogni,
guida le tenebre delle nostre
addormentate prodezze
con il tuo cuore sanguinario
e il lungo collo della tua coda.
.
PABLO NERUDA
Published in: on aprile 26, 2014 at 07:36  Comments (2)  

Mammut-ero

Angry baby

(ovvero… Il grido del bastardo)

un dì precipitai
dall’UTERO di MAMMA
così mi ritrovai
perdutamente appeso
a quelle due MAMMELLE
tal quale un MAMMALUCCO
e ci restai di stucco
quando,
il fiato sospeso,
SMAMMOLARSI la vidi
per quel MAMMASANTISSIMA
che M’AMMOLLA ceffoni,
e interrogar la MAMMOLA:
se M’AMA o se non M’AMA,
per quei due pantaloni
che van giù e tornan sù
con bieca indifferenza;
ti dà della “puttana”
e perde la pazienza
se aspetti un altro figlio.
Tanto c’è la MAMMANA !
 
Svegliati MAMMAMIA !
 
E SMAMMA !

Viviana Santandrea

Published in: on aprile 26, 2014 at 07:16  Comments (5)  

Una rosa dipinta sul muro

Rosa sul muro

Una rosa dipinta sul muro
Ed un ragazzo che parte dalla periferia
In cerca di muri
Per la sua arte che è poesia e dolore
Anche per mano nel buio.
E così combatte l’insonnia
Che di notte e di giorno lo inghiotte.
Non tutti i muri son buoni
Quelli porosi non gli piacciono
Quelli delle scuole sono tutti già coperti
E sotto i ponti per ora ancora non va.
Ma stasera ha trovato questo muro
E nell’anima una rosa che a guardarla
Da vicino così ben dipinta sembra vera
Chissà forse non è solo una rosa
Omaggio alla bellezza della città
Un invito a riposare
A rifiorire come la stagione
Che viene lieve e piano
Sarà banale la poesia anche sui muri
Ma lui è cuore di burro
Che al sole si scioglie
E questa notte canta la sua vita
E la sua morte
Il nome della donna amata
Gridato a tutta voce nel suo cuore
Che contiene silenzioso
Il cuore di chi non l’ama.

Maria Attanasio

Published in: on aprile 26, 2014 at 06:58  Comments (2)