Germogli di desiderio

Nel molle giro di un sorriso
ci sentiamo legare da un turbine
di germogli di desiderio

Ci vendemmia il sole

Chiudiamo gli occhi
per vedere nuotare in un lago
infinite promesse

Ci rinveniamo a marcare la terra
con questo corpo
che ora troppo ci pesa

GIUSEPPE UNGARETTI

Published in: on maggio 10, 2014 at 07:40  Comments (3)  

25 aprile

Anima mia respira
e vola libera
in questo giorno
che resiste orgoglioso
nella memoria dei pochi sopravvissuti
mostraci un volto integro e radioso
di sacra e inviolabile unità
eludi quel venticello nefasto
di disgregazione e d’intolleranza
che ammorba ed affligge
le radici del nostro belpaese
cogli rose di pace
deponile sulle lapidi a festa
e non scordare mai che siamo tutti figli
di un’unica madre generosa e pura
lascia che la voce di verità
carezzi cortecce d’alberi
e giochi con le fronde
del pensiero nato libero.
Anima mia sacra e infinita
non permettere che ancora
debbano piangere
dimenticate ed esiliate
le nostre care e antiche  “cetre”.

Roberta Bagnoli

Published in: on maggio 10, 2014 at 07:37  Comments (5)  

Vita

VÉTTA

Sänper pió spass a m’arcòrd
cla fammna,
ch’la viazèva stra al Båurg Pulàiz e San Carlén
alzîra cóme una parpâja,
artéssta côme såul lî la psèva
e la savèva èser.

Pugè al bancån dl’ustarî ed Venusto,
råssa l’inbucadûra dla zigaratta,
sarpänt intåuren al còl
la cô zà par la vétta,
la Gîna
la sumnèva la sô trasparänza sensuèl
in tótti äl rudèl di mâsti
che i s vultèven int al vàdderla
o int l’insugnèrla:
vigliâca asaséina, i s dmandèven,
che la i stâga?

Fîrum a ruglétt ai cruzèl,
låur, incucalé,
i l’asptèven par cäl såu lâber lusänti,
par cäl såu cûruv ed dòna sanguéggna.

E tótti äl mujêr, tótti!, i arénn vló
èser la Gîna,
e la Gîna l’arêv vló
èser mujêr

§

Sempre più spesso mi ricordo
quella femmina,
che viaggiava fra il Borgo Polese e San Carlino
leggera come una farfalla,
artista come solo lei poteva
e sapeva essere.

Poggiata al bancone dell’osteria di Venusto,
rossa l’imboccatura della sigaretta,
serpente intorno al collo
la coda giù per la schiena,
la Gina
seminava la sua trasparenza sensuale
in tutte le rotelle dei maschi
che si voltavano nel vederla
o nel sognarla:
vigliacca assassina, si chiedevano,
che ci stia?

Fermi a crocchi agli incroci,
loro, rimbambiti,
l’aspettavano per quelle sue labbra lucenti,
per quelle sue curve di donna sanguigna.

E tutte le mogli, tutte!, avrebbero voluto
essere la Gina,
e la Gina avrebbe voluto
essere moglie.

Sandro Sermenghi

Published in: on maggio 10, 2014 at 07:29  Comments (3)  

Incipit

 
Con cura prendo la primavera e la apro
liberandola dallo scrigno dell’inverno
e in un’esplosione colorata
rinasco bambina.

Piera Grosso

Published in: on maggio 10, 2014 at 06:54  Comments (10)  

Credo necessario

Credo necessario
penetrarci adesso
finchè resto onesto.

Giancarlo Giudice

Published in: on maggio 10, 2014 at 06:53  Comments (4)