A mia nipote Anita

 
 
Eri già nel mio cuore
da quando sei abbozzata
come un fiore tra le altre sei fiorita
ora componi in me il ramo mio
e ancora altre sperano le mie lune.
A te un mio bacio sfioro
oh vellutato bocciolo
che come dono sacro
sei tra le mie braccia amata.

Rosy Giglio

Bologna 7/5/14

Published in: on maggio 14, 2014 at 07:42  Comments (16)  

Libero finalmente

Quando le stelle
non brilleranno più,
mi vestirò di luce
e attraverserò le nebbie
dell’incognito, pelago
fluttuante di brame
e desideri disfatti,
gioie tradite,
illusioni suadenti,
insulso dolore.
Libero finalmente
di volare etereo
oltre le bianche
nuvole vaganti
verso l’ignoto monte
sovrastante la foresta
dell’inconoscibile
angoscia del vivere.

Nino Silenzi

Published in: on maggio 14, 2014 at 07:36  Comments (7)  

Abilitazione

Vorrei dire
ma c’è solo il frusciare
fuori sincrono
boccheggiare di pesce rosso
mi fermo
provo a stare composta
nella boccia

agli sportelli
elenchi dei presenti
nome e cognome in fila
lei che ci fa qui?
prima vengono
quelli che hanno targhe
biglietti da visita

e io
che posso dire?
non sono ancora vecchia
ma nemmeno più
oppure
sì mi piace
diversamente giovane.

Cristina Bove

Published in: on maggio 14, 2014 at 07:30  Comments (5)  

Napoli

Ho visto guglie, e altari, e sepolcri,
strati di pietre dai dolori antichi,
mille statue di santi che pregano
per quelli che ormai non possono più.
Qui ogni alba è scommessa col tempo
eppure promette un giorno di sole:
vaga la mente sorpresa e incalzata,
stordita perde il senso d’Oriente
tra dolci effluvi di fiori e vaniglia
e fetidi umori d’anime sfatte.
Mentre il tuo passo sedotto e straniato
scansa distratto le umane macerie
e i resti preziosi d’alte vestigia,
s’apre inatteso un palco o una quinta
e in scena vanno, attori del giorno,
voci e richiami, sorrisi e litigi.
Allor ti chiedi cos’è che è più vero,
se la tua maschera che porti greve
oppur quest’angolo di carnevale:
qual è la luce che inferno illumina,
qual è quel sole che l’ombra trapassa?
Quante domande da fare domani,
ma non c’è chi mi risponda davvero:
dignità dorme e l’orgoglio riposa
come quei cani assopiti per strada.
Lievita soffice, pasta di rabbia,
dal forno uscirà un capolavoro:
porterà il rosso di un livido sangue
o il caldo vermiglio del pomodoro?
Gira e rigira nei vicoli bui
forse ti perdi, o per caso ti trovi,
ma se speranza ancora ti guida
all’improvviso in fondo alla strada
scoprirai dolce il canto del mare.

Massimo Reggiani

Published in: on maggio 14, 2014 at 07:22  Comments (15)  

Tre cose

De tudo, ficaram três coisas:
a certeza de que ele estava
sempre começando, a certeza
de que era preciso continuar
e a certeza de que seria
interrompido antes de terminar.
Fazer da interrupção um caminho
novo. Fazer da queda um passo
de dança, do medo uma escada,
do sono uma ponte,
da procura um encontro.

§

Di tutto restano tre cose:
la certezza
che stiamo sempre iniziando,
la certezza
che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza
che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.

FERNANDO PESSOA

Published in: on maggio 14, 2014 at 07:01  Comments (3)