Una dalia

UN DAHLIA

Courtisane au sein dur, à l’oeil opaque et brun
S’ouvrant avec lenteur comme celui d’un boeuf,
Ton grand torse reluit ainsi qu’un marbre neuf.

Fleur grasse et riche, autour de toi ne flotte aucun
Arôme, et la beauté sereine de ton corps
Déroule, mate, ses impeccables accords.

Tu ne sens même pas la chair, ce goût qu’au moins
Exhalent celles-là qui vont fanant les foins,
Et tu trônes, Idole insensible à l’encens.

– Ainsi le Dahlia, roi vêtu de splendeur,
Elève sans orgueil sa tête sans odeur,
Irritant au milieu des jasmins agaçants!

§

Cortigiana dal seno duro, dall’occhio opaco e bruno
che lentamente si apre come quello di un bue,
il tuo gran torso splende come un marmo nuovo.
Fiore grasso e ricco, nessun aroma fluttua
intorno a te, e la serena bellezza del tuo corpo
svolge, opaca, i suoi accordi impeccabili.
Non odori neppure di carne, quel sapore che almeno
emanano le donne che rivoltano il fieno,
e troneggi, idolo insensibile all’incenso.
Così la Dalia, regina vestita di splendore,
solleva senza orgoglio la sua testa inodore,
irritante tra i provocanti gelsomini!

PAUL VERLAINE

Published in: on giugno 7, 2014 at 07:42  Comments (3)  

Oggi, la notte

Oggi, la notte è scesa,
eppure il cuor non vuol sentire
oggi sono sceso all’inferno
tutto ho raccontato, tutto ho detto.
Ora finanche è scritto,
in un freddo verbale registrato.
Dovrei sentirmi libero, rinnovato,
invece questo cuor non vuol capire
oggi è vinto, umiliato.
La grandine un giorno seminata
ha generato infine la tempesta
oggi, è un giorno triste,
dovrebbe esser di festa.
Invece, le nubi si addensano sul cielo
erba infestante ho sparso sopra i prati
ed io ne soffro
perché il cuore non vuole stare zitto,
batte per conto suo
va storto, non va dritto.
Odio ho raccolto
l’ho ricambiato triste con rancore.
Ma questo cuor non vuol capire
e dentro batte ancora il vecchio amore.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on giugno 7, 2014 at 07:33  Comments (2)  

Ti ho sentito!

Stanotte ti ho sentito
non ti vedevo ma percepivo
che rovistavi con dita ossute
spulciando nel mio passato.

Tenevo chiusi gli occhi
e il cuore batteva forte
ma mi sforzavo di non tremare,
di accettare sereno la mia …sorte.

Poi un lieve soffio d’aria
quasi fosse un battito d’ala
il mio passato che sbiadiva
e il presente ritornava.

Spero solo di essere pronto
quando un giorno ti deciderai,
che possa almeno rendermi conto,
ma so che non me lo concederai

Nella nebbia di paura
in cui tu mi avvolgerai
non ci sarà posto per nient’altro
e nel nulla mi trascinerai.

Sandro Orlandi

Published in: on giugno 7, 2014 at 07:13  Comments (6)  

Extracom

 
C’è il mare davanti,
aleggian respiri,
aneliti a vita
di tanti.
 
Van  via dai tormenti,
da fame e da guerre,
per essere alfine
redenti.
 
Indietro è rivolto
lo sguardo e un rimpianto,
le lacrime vanno
sul volto.
 
Beccheggia la barca,
terrore li prende
ed acqua salata
l’inarca.
 
Son tutti scagliati
nel mar che li attende,
e i soffi di vita
tagliati.
 
Silenzio discende
su quel camposanto,
soltanto un gabbiano
comprende.
 
Rimane quel legno
nel mare a marcire,
dal cielo discende
lo sdegno.

Piero Colonna Romano

Published in: on giugno 7, 2014 at 07:07  Comments (10)  

Il poeta

Il poeta
non crea
nè inventa
trae
una parte
di sé
uccidendola
ogni volta
muore e
rivive
in ogni verso

Anileda Xeka

Published in: on giugno 7, 2014 at 06:52  Comments (3)