La febbre

La Polonia, febbre riarsa
sulle labbra dell’emigrato. La Polonia,
mappa stirata dai ferri pesanti
di treni a lunga percorrenza.
Non scordare il sapore della prima fragola,
della pioggia, il profumo degli umidi tigli
a sera, registra il suono metallico
della bestemmia, annota l’odio,
il pelo raso di ciò che è straniero,
ricorda ciò che unisce, ciò che divide.
Paese di gente così innocente da non
poter essere salvata. Un agnello lodato dal leone
per buona condotta, un poeta
sempre sofferente. Paese senza aculei,
confessione senza peccati mortali. Sii solo,
ascolta il canto non battezzato
del merlo. Giunge fluttuando il profumo acerbo
della primavera, presagio crudele.

ADAM ZAGAJEWSKI

Published in: on giugno 14, 2014 at 06:52  Comments (4)  

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4 commentiLascia un commento

  1. Grazie Massimo per questo gioiello:

    Graziella

  2. Veramente una potente poesia. Carlo

  3. Grazie caro Max! Piera

  4. Una potente e stupenda poesia.
    Grazie Massimo. Saluti, Patrizia


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