Vorrei dedicarmi

 
al tempo  che passa
nell’infinito di sé stesso
 
al tempo che scivola
assente nelle mie volontà
 
al tempo che sfiora
e ingarbuglia il mio sentimento
 
Al tempo vorrei dedicare
il resto dei miei giorni
ma non so se lui sia d’accordo
 
A volte m’incoraggia
sciando le sue ore
anche quelle a venire
che sono sempre una minima parte
del suo camminare
verso quell’altrove a me sconosciuto
 
A volte metto in maschera
la mia anima
ma lui se n’avvede
e mi dice che non serve a niente
 
Allora allargo le braccia
e mi fa sentire leggero
mi stravolge e mi trapassa
senza ferire il corpo
che si inabissa nei suoi vortici
in attesa di un’altra alba

Gavino Puggioni

Published in: on giugno 19, 2014 at 07:15  Comments (7)  

Salima

Quando il seno vizzo di tua madre
divenne sterile consolazione,
avevi già saldato il tuo debito alla vita,
Salima.
Ma ancora un biglietto pagherai
a costui che per questa folla di dune
al Mediterraneo ti guida.
Per la speranza che nel tuo grembo
insiste, non perderai l’ombra
che ti precede, e notti di cristallo
ed accecanti soli supererai,
ed una ed una tempesta
di sabbia a ferir le caviglie.
Afrore di nafta ti annuncerà
la riva d’un mare sconosciuto
e sguardi acidi e veloci d’altri traghettatori.
Urla ringhiate ad intimar silenzio e
spinte a comandare un’ accelerazione
senza alcuna pietà, verso quel
legno che somiglia a una bara.
Cricchieranno le doghe ad ogni schiaffo d’onde,
e vomito renderai al mare
per giorni eterni verso il Nord del mondo.
-Svelti bastardi in acqua!- l’ultimo
ordine, temuto e atteso insieme.
Solo la terza via del cuore, per te moeder moed*,
fra un soccorso che preannunci il ritorno
e la fuga verso una schiavitù diversa.

Carlo Baldi

*Moed-er moed : madre e coraggio, in lingua afrikaans,
hanno la stessa radice linguistica

Published in: on giugno 19, 2014 at 07:10  Comments (9)  

Canzone del Maggio

Urna

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c’eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le “verità” della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

FABRIZIO DE ANDRÉ

Published in: on giugno 19, 2014 at 07:09  Comments (4)  

Catene

Oh se mai un giorno spezzerò queste catene,
le mie gambe avranno la forza di mille schiavi
e galopperanno lungo la spiaggia dei sogni rubati,
verso una libertà che mi ami.

Simone Magli

Published in: on giugno 19, 2014 at 07:09  Comments (8)  

Il vento

Soffi leggeri
l’aria accarezza
come mano di fata
consola l’immoto andare
stravolge il giorno
scuotendo i pensieri
con folate solleva polvere
spira forte
nell’aria pura
infine si posa
sui palmi aperti
si riposa raccontando
le voci di ieri

Maristella Angeli

Published in: on giugno 19, 2014 at 07:00  Comments (14)