Lamento poetico

 
Dolce Èrato ascolta:
rumori, più che suoni
grezza modernità
che non conosce
ove abita armonia
ed al progresso immola
le virtù che fan bella
la poesia
Son oggi i tecnicismi
a farla da padroni
e mietono più allori
gl’irrazionali sperimentalismi.
Controcorrente io
novella Don Chisciotte
con Saba in resta dico:
“somigliano i versi
a bolle di sapone
mentre una sale
un’altra si depone”
e ancor vagheggio uscir da questa notte.

Viviana Santandrea

Published in: on giugno 27, 2014 at 07:47  Comments (6)  

Sopra una conchiglia fossile

Sul chiuso quaderno
Di vati famosi,
Dal musco materno
Lontana riposi,
Riposi marmòrea,
Dell’onde già figlia,
Ritorta conchiglia.

Occulta nel fondo
D’un antro marino
Del giovane mondo
Vedesti il mattino;
Vagavi co’ nàutili,
co’ mùrici a schiera,
E l’uomo non era.

Per quanta vicenda
Di lente stagioni,
Arcana leggenda
D’immani tenzoni
Impresse volùbile
Sul nìveo tuo dorso
De’ secoli il córso!

Noi siamo di ieri:
Dell’Indo pur ora
Sui taciti imperi
Splendeva l’aurora;
Pur ora del Tevere
A’ lidi tendea
La vela di Enea.

È fresca la pólve
Che il fasto caduto
De’ Cesari involve.
Si crede canuto,
Appena all’Artéfice
Uscito di mano,
Il genere umano !

Tu, prima che desta
All’aure feconde
Italia la testa
Levasse dall’onde,
Tu, suora de’ pòlipi,
De’ rosei coralli
Pascevi le valli.

Riflesso nel seno
De’ cèruli piani
Ardeva il baleno
Di cento vulcani:
Le dighe squarciavano
Di pèlaghi ignoti
Rubesti tremòti.

Nell’imo de’ laghi
Le palme sepolte,
Nel sasso de’ draghi
Le spire rinvolte,
E l’orme ne parlano
De’ pròfughi cigni
Sugli ardui macigni.

Pur baldo di Speme
L’uom, ultimo giunto,
Le ceneri preme
D’un mondo defunto;
Incalza di secoli
Non anco maturi
I fulgidi augùri.

Sui tùmuli il piede,
Ne’ cieli lo sguardo,
All’ombra procede
Di santo stendardo:
Per golfi recònditi
Per vergini lande
Ardente si spande.

T’avanza, t’avanza,
Divino straniero:
Conosci la stanza
Che i fati ti dièro;
Se schiavi, se lagrime
Ancora rinserra,
È giovin la terra.

Eccelsa, segreta
Nel buio degli anni
Dio pose la mèta
De’ nobili affanni.
Con branco e con fiaccola
Sull’èrta fatale
Ascendi, mortale!

Poi quando disceso
Sui mari redenti
Lo Spirito atteso
Ripurghi le genti,
E splenda de’ liberi
Un solo vessillo
Sul mondo tranquillo;

Compiute le sorti,
Allora de’ cieli
Ne’ lucidi porti
La terra si celi:
Attenda sull’àncora
Il cenno divino
Per novo cammino.

GIACOMO ZANELLA

Published in: on giugno 27, 2014 at 07:24  Comments (4)  

Sogni

 
la notte
con i suoi sospiri
stordisce la luna
che
tra case addormentate
-con gocce di luce-
inumidisce
il tristo canto del vento
coperto da ombre di pensieri
affacciati alla finestra dei sogni
 
sogni?!
lettere spezzate di un nome
che più non consola
notti nere di lacrime
essiccate dalla fiamma dell’amore
che brucia in cicatrici di pietra
notti bianche di gelo
stillato da sordo dolore
festino di immagini
incarnato nell’anima
 
sogni?!
amara posizione
cristallizzata nel tempo
che consuma l’orizzonte
 
sogni?!
Vorrei conoscere i tuoi sogni
bucarli con la mia tenerezza
e far cantare il tuo amore

Giovanni De Simone

Published in: on giugno 27, 2014 at 07:08  Comments (8)  

L’appuntamento

Darsi appuntamento in un libro
fra gli spazi bianchi d’una pagina
lì, dove i puntini sono luoghi d’incontro,
minuscole nuvole su cui sognare-
Ritrovarsi sulle stesse righe
a condividere il sogno
dove le parentesi creano
mondi aperti solo per noi.

Lì, se vorrai,
ti aspetterò.

astrofelia franca donà

Published in: on giugno 27, 2014 at 06:56  Comments (6)  

Attendi l’attimo

ma senti il tempo interminabile
potrebbe accadere l’impossibile
ma senti lo scorrere delle ore
rimani sola a immaginare
quel che potrebbe essere
ti chiedi se accadrà
quando succederà
nell’attesa le pieghe del volto
scavano solchi nel tessuto
della vita questa vita
che passa infinita…

Antonietta Ursitti

Published in: on giugno 27, 2014 at 06:53  Comments (5)