Amori sbagliati

Possono forse
l’alba e il tramonto
incontrarsi?
Stilla
stelle bruciate
l’orizzonte.

Anileda Xeka

Published in: on giugno 28, 2014 at 07:22  Comments (5)  

All’alba del nostro tempo

All’alba del nostro tempo
corpo di donna ci conduce.
Ad un tuffo retroflesso verso
la luce di un mondo sconosciuto.
A ossigeno ingoiato
da pianto primigenio, stimolato
e presto placato dal
velluto morbido del ventre
e poi del seno,
ch’è il primo inconsapevole
traguardo della corsa nostra
all’ esistenza.
Alle morbide colline
intanto gli occhi approdano,
ancora per succhiare alito vitale
e aspirare a sogni di
quotidiana immortalità.

Carlo Baldi

Published in: on giugno 28, 2014 at 07:19  Comments (5)  

Il cigno

DER SCHWAN

Diese Mühsal, durch noch Ungetanes
schwer und wie gebunden hinzugehn,
gleicht dem ungeschaffnen Gang des Schwanes.

Und das Streben, dieses Nichtmehrfassen
jenes Grunds, auf dem wir täglich stehn,
seinem ängstlichen Sich-Niederlassen -:

in die Wasser, die ihn sanft empfangen
und die sich, wie glücklich und vergangen,
unter ihm zurückziehn, Flut um Flut;
während er unendlich still und sicher
immer mündiger und königlicher
und gelassener zu ziehn geruht.

§

L’aspra fatica d’avanzare a stento,

come stretti da ceppi,

entro la vita in divenire

– somiglia all’informe muover del cigno

a nuoto in su l’avvìo: e l’agonia

– questo mancar del fondo

ove poggiamo quotidianamente –

al suo trepido scendere nell’acque

che l’accolgon benigne

e si ritraggono sotto di lui,

quasi mancando in giòlito,

mentre il cigno silente s’abbandona

securo sempre più, sempre più placido,

– e in sua regalità sui flutti incede.

RAINER MARIA RILKE

Published in: on giugno 28, 2014 at 07:10  Comments (2)  

Mente inquieta

Vagola la mente
con i suoi compagni,
gli assidui pensieri indaffarati,
dietro i gabbiani
volteggianti
su motonavi generose
che arrancano farfugliando
lente nel basso mare.
Laggiù c’è l’isola
dove la mente
finalmente si ferma.
I pensieri stanchi
s’accompagnano ai desideri
perduti
in silenzio;
soltanto il vento parla
e la sua voce
dice che tutto finisce
mentre tutto si crea.
Il rombo dei motori
dilania il candore
delle vele vibranti
echeggianti
il canto delle onde
che inseguono
la pace della riva
e sempre
i nuovi pensieri
come fragili onde
cantano monotoni
la nenia della vita.
E l’inquietudine permea
sentimenti e muscoli.

Nino Silenzi

Published in: on giugno 28, 2014 at 07:07  Comments (2)  

Precarie apnee

Ti cospargi, così, d’albore
e affondi
nell’atro anfratto, padre
d’un occhio vero.

E’ l’acqua del tuo mare
a offrire rotte,
e ciò che scorgi sponda
che è confine.

Vivi il tuo sole
offri il tuo corpo,
il tepore sulla pelle
è argine di luce.

Il faro, sul tuo passo
ti renderà suo figlio,
e non soffrirà più il buio
ogni tuo sguardo.

Flavio Zago

Published in: on giugno 28, 2014 at 07:05  Comments (2)