Poeta nero

POÈTE NOIR

Poète noir, un sein de pucelle
te hante,
poète aigri, la vie bout
et la ville brûle,
et le ciel se résorbe en pluie,
ta plume gratte au coeur de la vie.

Forêt, forêt, des yeux fourmillent
sur les pignons multipliés ;
cheveux d’orage, les poètes
enfourchent des chevaux, des chiens.

Les yeux ragent, les langues tournent
le ciel afflue dans les narines
comme un lait nourricier et bleu ;
je suis suspendu à vos bouches
femmes, coeurs de vinaigre durs.

§

Ti assilla un seno di vergine,
poeta nero,
poeta inacidito, mentre la vita bolle
e la città arde,
e il cielo si riassorbe in pioggia,
e la tua penna graffia al cuore della vita.

Foresta, foresta brulicante d’occhi
sui pinoli disseminati;
chiome di bufera, i poeti
inforcano cavalli e cani.

Gli occhi si infuriano, le lingue girano
il cielo fluisce nelle narici
come un latte nutriente e azzurro;
io sono appeso alle vostre bocche
donne, aspri cuori di aceto.

ANTONIN ARTAUD

Published in: on agosto 29, 2014 at 07:26  Comments (3)  

Strada chiusa

Non si passa.
Qui ti fermi
sofferente.
Volano nuvole
nel cielo azzurro
della vita
che passa
come vento
primaverile.
Qui ti fermi
stanco
a ripensare al tempo
dell’eterna giovinezza.
Qui ti fermi
con il tempo dell’allegria.
Il vento soffia
sulle foglie secche
del tempo smarrito.
Qui ti fermi:
strada chiusa.

Nino Silenzi

Published in: on agosto 29, 2014 at 07:16  Comments (2)  

Nella camera

 
Coricata sul letto
azzurrino
sento le giunture
sciogliersi
in assoluto abbandono.
Guardo il soffitto
con travi
a lisca di pesce
le mezzane amaranto
tra i correnti
la lumiera a fiordaliso.
Sospesa
nel silenzio
e pareti di cielo
ogni dolore si dissolve
solo i selvaggi
amplessi
del bosco e la pioggia
mi giungono
dalla finestra.
Chiudo gli occhi
raccolgo le mani
sul petto…
dormire è un po’
come morire
risvegliarsi…
un rinnovato… miracolo!

Graziella Cappelli

Published in: on agosto 29, 2014 at 07:04  Comments (6)  

C’è fame e fame

Nostalgie costanti
ho letto brulicare rafferme
sul viso tuo, accanto a
insistenti inquietitudini
stipate a cassaforte
come documento attestante,
stipate come pane fresco
solo accantonato
per mai provare più
nell’avancorpo del tempo
quei dolorosi cardiaci
crampi di fame.

Daniela Procda

Published in: on agosto 29, 2014 at 06:55  Comments (4)  

Cartografie d’amaritudine

Pioggia di mezze gocce
nella metà d’un quadro di minuzie
_l’amarsi a dosi minime_ quel tanto
che non imponga ripararsi il viso
a braccia alzate

e paga il dazio l’anima costiera
sperando nello sconto di burrasca
ma non si torna giù dagli altipiani
né si riemerge dagli abissi senza
aver smarrito la metà del cuore

nell’entroterra dei carteggi
al porto d’_elusione
rotte navali mappe e freghi neri
sulla carta d’imbarco per Citera
avvisano che l’isola è scomparsa

Cristina Bove

Published in: on agosto 29, 2014 at 06:54  Comments (3)