Il diseredato

 

EL DESDICHADO

Je suis le ténébreux, – le veuf, – l’inconsolé,
Le prince d’Aquitaine à la tour abolie:
Ma seule étoile est morte, – et mon luth constellé
Porte le soleil noir de la Mélancolie.
Dans la nuit du tombeau, toi qui m’as consolé,
Rends-moi le Pausilippe et la mer d’Italie,
La fleur qui plaisait tant à mon coeur désolé,
Et la treille où le pampre à la rose s’allie.
Suis-je Amour ou Phébus, Lusignan ou Biron?
Mon front est rouge encor du baiser de la reine;
J’ai rêvé dans la grotte où nage la sirène…
Et j’ai deux fois vainqueur traversé l’Achéron:
Modulant tour à tour sur la lyre d’Orphée
Les soupirs de la sainte et les cris de la fée.

§

Io sono il tenebroso – il vedovo – l’inconsolabile,
Il Principe d’Aquitania dalla torre abolita;
La mia unica stella è morta – e sul mio liuto ornato di stelle
È impresso il Sole nero della Melanconia.
Nella notturna tomba, tu che mi hai consolato,
Rendimi Posillipo e il mare d’Italia,
Il fiore che tanto rallegrava il mio cuore deserto
E la pergola ove il pampino s’intreccia con la rosa.
Sono io Amore o Febo? Lusignan o Biron?
La mia fronte è ancora rossa per il bacio della regina;
Io ho sognato nella grotta dove la sirena nuota…
Due volte vittorioso l’Acheronte ho varcato:
Alterni modulando sulla lira d’Orfeo
I sospiri della santa e le grida della fata.

GÉRARD DE NERVAL

Published in: on settembre 8, 2014 at 07:34  Comments (2)  

Premesso

Premesso di essere la contraddizione
fatta persona (e come persona fatta anche un po’ male),
quello che mi piace ora
tra un paio di secoli potrebbe non piacermi più
ma questo non basta ad evitare una quasi lista,
almeno solo per la mia già traballante memoria.
Mi piace molto la musica possibilmente italiana
e preferisco la voce delle donne
anche quando stanno zitte, mentre gli uomini cantano
lo stesso amore da più vite.
Negli ultimi tempi amo alla follia
leggere le poesie del premio Nobel polacco donna
Wislawa Szymborska (nome che scrivo ma non riuscirò mai a pronunciare),
scoperta molto prima che ne parlasse il buon Saviano
alla televisione, scatenando l’interesse di molti.
Mi piace alternare libri insulsi e gialli pieni di sangue
ad altri colti e confesso che a volte di questi
devo rileggere la stessa pagina più volte.
Mi piace la Teologia la ricerca di Dio
fuori dalle chiese, dentro mi incantano i dipinti
e le ragnatele ai soffitti.
Mi piace andare per mercati, tra la folla a volte
scompaio a me stessa.
Non mi piace amare da così lontano creature umane
in cui ho visto il divino, ma è nel mio destino.
Oppure così pago pegno a quel Dio
che sarà più clemente quando gli conterò
i miei peccati sulle dita di una mano sola.
Mi piace addormentarmi stremata dalla chimica di certi farmaci
che poi dovrò scontare prima o poi,
ma non potete sapere che senso di benessere
quando passo dall’ultimo pensiero
all’oblio più totale.
Lo pagherò tutto questo ed altro che mi piace
e forse ho già pagato.

Maria Attanasio

Published in: on settembre 8, 2014 at 07:31  Comments (6)  

Seduti sul divano

 
Seduti sul divano
stiamo mano nella mano
mentre fuori piove piano
 
ci guardiamo e chiacchieriamo
in modo quieto piano piano
dei nostri giorni e un po’ ridiamo
 
poi il sole ritorna, noi tacciamo
ed il sereno ora guardiamo
fuori sul verde silvano
 
e di nuovo all’improvviso
vedo la pioggia che nasce e te lo dico
oggi è stanco il tuo bel viso
che così a lungo mi è stato diviso
 
solo una settimana o due
dieci o quindici giorni soltanto
ma mi è parso così tanto così tanto
non ho la pazienza del bue
 
poi parli di cose quotidiane come sempre
per vivere ci vuole pane e carezze alla mente
 
non ti è mai piaciuta, dici, la poesia
nemmeno quando andavi a scuola
all’estero si faceva più narrativa
anche nella scuola italiana
 
che vuoi che sia, a volte mi fingo gitana
ma sono sola, ti leggo qualcosa
sì qualcosa ma non una mia
 
ti leggo Carver mentre tu parli
dei promessi sposi
e ti piace questa poesia
lo dicono i tuoi occhi
così dolci e il viso tutto preso
ma lo stesso te lo chiedo
 
ti piace? E rompo l’incanto
l’intesa di capirci al momento
 
tu ripeti che quella certa cosa
di prima l’abbiamo pensata uguale
per te è una sorpresa per me è normale
 
e poi ci salutiamo ci abbracciamo
certo tutto questo è amore

azzurrabianca

Published in: on settembre 8, 2014 at 07:30  Comments (4)  

M’ero scordata, uomo, di dirti

 
quanto poco vale il tuo sapere
se l’usi
per avere e potere
quale mescita insulsa
è la tua domanda
“sono qui, avete bisogno di me?”
se ascolto è spento
e pupille sono rivolte in giù
quanto misero è
il tuo cuore
se le tue carni obese
sanno di troppo
le tue braccia strizzano limoni
le labbra stridono d’amianto
e le gambe scavalcano dolore

Tinti Baldini

Published in: on settembre 8, 2014 at 07:23  Comments (11)  

Ho separato fogli di rimembranze

Ho separato fogli di rimembranze
mettendo da parte i più buoni.
Me li gusterò 
oltre i vetri della soffitta
quando il cielo piangerà
di malinconia.

Lorenzo Poggi

Published in: on settembre 8, 2014 at 07:04  Comments (3)