L’indifferente

EL INDIFERENTE

Ahora seremos felices,
cuando nada hay que esperar.

Que caigan las hojas secas,
que nazcan de flores blancas,
¡qué más da!

Que brille el sol o que arpegie
la lluvia sobre el cristal,
que todo sea mentira
o sea todo verdad;

que reine sobre la tierra
la primavera inmortal
o que decline la vida,
¡qué más da!

Que haya música errantes,
¡qué más da!

Para qué queremos músicas
si no hay nada que cantar.

§

.
Adesso saremo felici,
quando non c’è niente da sperare.
Che cadano le foglie secche,
che nascano da fiori bianchi,
che importa!
Che splenda il sole o che arpeggi
la pioggia sul vetro,
che tutto sia menzogna
o sia tutto verità;
che regni sulla terra
la primavera immortale
o che declini la vita,
che importa!
Che ci siano musiche erranti,
che importa!
A che fine vogliamo musiche
se non c’è niente da cantare.
.

JOSÉ HIERRO DEL REAL 

Published in: on ottobre 12, 2014 at 07:42  Comments (3)  

Il tempo nuvola

 .
Il tempo nuvola
come alito di vento
fronda che scompiglia le ore
quelle diurne e quelle notturne
come fuga dall’essere
che non forma essenza
ma solo presenza.
 .
Il tempo diario
magari scritto a parole inutili
fatte di materia e vanagloria
per soddisfare bisogni terreni
lontani da spirito e meditazione
E’ uguale all’uccello della notte
che vede buio e solo buio.
 .
Il tempo che pare immobile
corre sui binari
del silenzio della nostra vita
dedicata a volte all’amore
dedicata quasi sempre all’effimero
che rincorre i nostri anni
ormai travolti da quell’onda di piena
che abbraccia tutti
nel bene  e nel male.
 .
Gavino Puggioni
Published in: on ottobre 12, 2014 at 07:07  Comments (5)  

Essenza

Delle canzoni colgo ora
solo le parole
non la musica,
dei vestiti l’eleganza
non più i colori,
della vita
l’apparenza.
Non più l’essenza.

Sandra Greggio

Published in: on ottobre 12, 2014 at 06:57  Comments (10)  

September Blues numero uno

Si purga questa vita,
come a una tubatura.
Un crogiolo dove fa da padrone il mal di mare
il poco orientamento
il fosco delle nubi.
Ci sono le occasioni, sicuro, le conchiglie
le pagine dell’acqua passata
stare insieme.
La schiena mi ha goduto la terra mille volte
con te vicina verde di erba e amore fatto;
ci siamo anche poggiati la mano sulla fronte
per troppo sole e accento di fuoco.
Poi nutriti
abbeverati al labbro di dio
respinti
chiusi.
Aperti come rotte di stelle, rivelati.
Abbiamo anche sorriso dormendo
per magia, per doppia vita
mezza segreta
mezza infame.
Ci siamo illusi fosse domenica anche oggi
che fuori c’è già un buio sospetto
e poca voglia, di mettere la prima
e la radio.
Un caffè doppio
il ritmo di ferraglia
la cipria da indossare.

Massimo Botturi

Published in: on ottobre 12, 2014 at 06:52  Comments (4)  

Ragazza

hai poggiato piano
delicatamente
il capo riccio
sul mio ventre
hai chiuso occhi e bocca
si sentiva fioco respiro
e arti lassi.
 
Volevi riprendere
nuova vita
energia e salvezza
dal mio ventre
di madre
 
Mi sono sentita
terra ed acqua
e cordone di sangue
 
Spero in un risveglio
come tu vuoi
immerso nel sogno
e spalmato di
bellezza

Tinti Baldini

Published in: on ottobre 12, 2014 at 06:51  Comments (7)