ANNO NUOVO

Anno nuovo
inventario vecchio
senza alcuna scelta
ci ritroviamo a riordinare cassetti
a sfogliare vecchi ricordi
a riesumare antiche speranze
siamo gusci ancora da riempire
pensieri baldanzosi
che sbiadiscono nel lento divenire
danza satura di ore
informe massa di idee
culmine di caos
che non può fare altro
che capovolgersi
quando si tocca l’infimo abisso
la risalita è d’obbligo
che l’augurio non tardi
a spaziare l’orizzonte
che la luce della rinascita
faccia presto a mostrare
il buongiorno nell’armonia
di un canto a più voci
nel respiro della natura
cuore d’amore universale.

Roberta Bagnoli

Published in: on dicembre 31, 2014 at 07:51  Comments (6)  

Sto risalendo

Lunatale

Sto risalendo faticosamente le scale
in atmosfera del camminatale
la stalla
la sacra famiglia
l’alberello
le candele
addobbi alle sere
Ho steso un tappeto rosso
sotto inclinazioni della stella cometa
una magia attraverserà le mie foreste pluviali
steppe tundre e banchise polari…

Aurelia Tieghi

Published in: on dicembre 31, 2014 at 07:50  Comments (6)  

Non è pioggia

.
E il cielo piange
queste ore dell’Umanità
smarrita
No, non è pioggia
sono lacrime di ghiacci
che a noi si avvicinano
sono pianto per una terra
abusata e violentata
E’ dolore fatto d’acque
che non riusciranno mai
a lavare i misfatti dell’uomo
nella sua immane bugiarda credenza
di poter regolare l’Universo
Non ci sono preghiere
nemmeno luci
a segnare viali di pace
con il creato in eterna guerra
fra il bene e il male che ci attanaglia
C’è soltanto questa pioggia
che non bagna ma penetra
le viscere di questa terra
dove noi crediamo
di dimorare
.
Gavino Puggioni
Published in: on dicembre 31, 2014 at 07:48  Comments (7)  

Il pianoforte

LE PIANO

Le piano que baise une main frêle
Luit dans le soir rose et gris vaguement,
Tandis qu’un très léger bruit d’aile
Un air bien vieux, bien faible et bien charmant
Rôde discret, épeuré quasiment,
Par le boudoir longtemps parfumé d’Elle.

Qu’est-ce que c’est que ce berceau soudain
Qui lentement dorlote mon pauvre être ?
Que voudrais-tu de moi, doux Chant badin ?
Qu’as-tu voulu, fin refrain incertain
Qui vas tantôt mourir vers la fenêtre
Ouverte un peu sur le petit jardin ?

§

Il pianoforte baciato da una fragile mano
vagamente riluce nella sera rosa e grigia,
mentre con un lievissimo frèmito d’ala
un’aria molto antica, flebile, incantevole,
si aggira discreta, quasi spaurita,
nel boudoir che conserva il Suo profumo.

Cos’è questa nenia improvvisa
che lenta dondola il mio povero essere?
Che vorresti da me, dolce Canto scherzoso?
Cos’hai voluto, ritornello fine ed incerto
che morirai ben presto alla finestra
semiaperta sul piccolo giardino?

PAUL VERLAINE

Published in: on dicembre 31, 2014 at 07:36  Comments (3)  

Uno spicchio di luna

svetta sulla barca
affusolata va incontro
al sole calante
annunciatrice della notte
piccole nubi resistono
alla fine del giorno…

Antonietta Ursitti

Published in: on dicembre 31, 2014 at 07:09  Comments (5)  

Capodanno

stanotte

luci e lampi

lacerano il buio

e il vento

rapisce le nuvole

le stelle

intrecciano ghirlande

e sinuose danze

sui giorni della vita

il canto

della speranza e del cuore

scioglie la malinconia

e taglia la corda che

lega l’anima

la nuova alba

al silenzio fanciullo

porterà doni di porpora e d’oro

e il sorriso della nuova luce

ma nulla

lascerà al nulla

di chi siede immobile

nel posto assegnatogli

Giovanni De Simone

FELICE ANNO NUOVO a Massimo e agli amici di “Cantiere Poesia”

Published in: on dicembre 31, 2014 at 07:06  Comments (4)  

Auguri a Lorenzo che cammina…e a tutti voi!

Premio Antonia Pozzi

Il 2014 si chiude, nella migliore delle tradizioni, con un altro “fuoco d’artificio”, l’ennesimo successo di un amico del Cantiere: è di queste ultime ore la notizia del conseguimento, da parte del poeta Lorenzo Poggi, del “Premio del Presidente di Giuria per lo stile musicale ed il ritmo del verso” alla prima edizione del Premio Letterario Nazionale per Opere Edite di Poesia “Antonia Pozzi” organizzato dall’ Associazione Culturale TraccePerLaMeta di Sesto Calende (VA). Il premio va alla silloge “MENTRE CAMMINO”, che abbiamo avuto modo di presentare sul Cantiere il 16 giugno scorso. Il palmarès del caro Lorenzo si arricchisce di questo riconoscimento, a conferma del suo indiscusso valore e della qualità degli autori del nostro sito. A lui vanno i nostri complimenti più sinceri e gli auguri per nuovi trionfi poetici nel 2015 che sta per iniziare!

Con l’occasione lasciatemi ringraziare tutti gli amici che con i loro versi ed i loro commenti contribuiscono a tenere in vita questo Cantiere. Ringrazio tutti, anche coloro che per motivi diversi hanno interrotto (spero momentaneamente) la trasmissione delle loro poesie, e della cui voce si sente la mancanza. Mi auguro che nel 2015 tornino a farsi sentire ed apprezzare sulle nostre pagine, perchè abbiamo bisogno del cuore e della passione di tutti per costruire e rendere sempre migliore questo nostro angolo dei sogni. Auguri a tutti amici, e buon anno!

Il Cantiere

 

Published in: on dicembre 31, 2014 at 06:48  Comments (13)  

Non c’è più quel porto

Quel porto
 
Tempesta abbruna il dì  
d’affranta pena, ove mia nave
governata dal vento  
senz’approdo vaga perduta.
 
Tremante cerco il viso      
che faro mi guidi al riparo          
in quieto molo certo,    
da materne braccia protetto.
                                  
Ma in flutti di lacrime
oggi più non trovo quel porto
e il mio mortal vagare
solo di naufragare attende.

Alberto Baroni

Published in: on dicembre 30, 2014 at 07:42  Comments (9)  

Sono una donna

Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mie mani.

Nessuno, nessuno sa
quando ho fame, quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e che quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e avvengo.

Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza di loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.

La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.

Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

JOUMANA HADDAD

Published in: on dicembre 30, 2014 at 07:30  Comments (5)  

Così è Natale

Il coro di luci

che allaga la città

ha due pensieri,

uno prende il cuore

di bambini

e invoglia desideri:

sono promesse ardite

di regali.

L’altro porta freddo,

raggela sogni,

specchiano occhi grandi

le vetrine,

i mercatini sembrano presepi

carichi di doni

soffiano troppo forte

per le foglie leggere

su lastrico gelato delle strade

mosse dal vento

dell’indifferenza.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on dicembre 30, 2014 at 07:26  Comments (8)