Cielo lindo

 
Cielo lindo
ad intagliar logori tetti
a ricamar rami di foglie trasparenti
a portar via grido disatteso
di chi vuole una vita serena
ed ha una corona di lacrime
da tenere in braccio
ed offrire all’altare
del suo fragile mondo
segnato e spezzato
nel nome di un pane
ormai caro ed inflazionato
quanto un barile di esoso petrolio
che ormai nero e ostile
ha intaccato il gene del cuore,
uccidendo di vile speculazione
e avido profitto
candida colomba d’amore.

Roberta Bagnoli

Published in: on dicembre 7, 2014 at 07:16  Comments (4)  

Epitalamio ad Eva e Adamo

EPITALÂMI A EVA E ADÂM

Eva & Adâm is vôlen spu?èr
int na dmandga ch’la srà pé?na ed glòria
con un menù ch’pasarà ala stòria:
guståus da mât e ala fèn… tótt rótt i piât!

Aperitîv e antipâst int al ?ardén dl Êden
brôd ed capån con i turtlén
ri?ôt al vén franzai? e fiûr ed zuchétt frétt
pò, pr’al?irîr al cagiaràtt…
al mandarén, i surbétt!

Mo avî apanna tachè la tuglièna!
Adès ai vén äl pietànz a buffé
con una grigliè ed custulón,
susézza, filàtt ed bå e ninén
panzatta, bra?adlé@ni e capån,
e una sèla ed vidèl ala Prànzip Orlòff.

Pò tåurta nuzièl, tariånf ed dûlz
e frûta e frèvel con la pâna.
E ala fén bar avért par tótt
che a paghèrel ai vrà zert un… póff!

Che al vòster amåur al scunfé??a tótt i nemîg,
par la pès vôstra e di vûster amîg!
A fän un sèlt ed zà e on ed là
e un brìndisi ai spû?: ip ip ip urrààà!

§

Eva e Adamo si vogliono sposare
in una domenica che sarà piena di gloria
con un menù che passerà alla storia:
gustoso da matti e alla fine… tutti rotti i piatti!

Aperitivi e antipasti nel giardino dell’Eden
brodo di cappone con i tortellini
risotto al vino francese e fior di zucchetti fritti
poi, per alleggerire lo stomaco…
i sorbetti al mandarino!

Ma avete appena iniziato la gozzoviglia!
Adesso arrivano le pietanze a buffet
con una grigliata di costoloni,
salsiccia, filetto di bue e maiale
pancetta, bracioline e capponi,
e una sella di vitello alla Principe Orloff.

Poi torta nuziale, trionfo di dolci
e frutta e fragole alla panna.
E alla fine bar aperto per tutti
che qualcuno per pagare farà certi debiti…!

Che il vostro amore sconfigga tutti i nemici
per la pace vostra e degli amici!
Facciamo un salto di qua e uno di là
e un brindisi agli sposi, ip ip ip urrààà!

Sandro Sermenghi

Published in: on dicembre 7, 2014 at 07:07  Comments (2)  

Baci da lontano

Baci da lontano
Cosa vuoi che dica
non mi sentiresti,
se potessi a gesti spiegarmi
nemmeno mi vedresti,
eppure ti mostrerei l’amore
anche solo con gli occhi
se potessi,
ti direi cose che non ho detto mai
perché fossero nuove
di linfa e vita.
Spero ti accontenterai
di questi baci da lontano.

Maria Attanasio

Published in: on dicembre 7, 2014 at 07:02  Comments (4)  

L’estremo giorno della montagna

Non voglio starle fuori
quando nel giorno estremo
l’inquieta montagna spaccherà,
aprendo il ventre, la sua storia.
Non voglio patire delle rocce
l’osseo cricchiante fratturarsi
o della terra sua spremuta
l’incanutirsi progressivo
dal castano al bianco unto
delle storture umane.
Non voglio starle innanzi
e fissa, ad attendere nefando
l’effetto suo massiccio,
od a fermarne forti i tratti
con l’occhio della memoria,
che quando sarà
non rinverrà il suo senso.
Invero, le correrò incontro
braccia schiuse a cingerla,
risoluta le chiederò l’asilo
che m’ha negato prima,
in grembo esigerò m’accolga,
di viscere sue mi farò pareti
e saranno lunghe a dismisura
quanto d’amore l’anelito costante
che in seno mio morrà
sol’io morendo in lei.

Daniela Procida

Published in: on dicembre 7, 2014 at 06:59  Comments (3)  

Padre, se anche tu non fossi il mio

Violetta

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi un uomo estraneo
per te stesso egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
E subito la scala tolta in spalla
di casa uscisti e l’appoggiavi al muro.
Noi piccoli dai vetri si guardava.

E di quell’altra volta mi ricordo
che la sorella, bambinetta ancora,
per la casa inseguivi minacciando.
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura ti mancava il cuore:
t’eri visto rincorrere la tua
piccola figlia e, tutta spaventata,
tu vacillando l’attiravi al petto
e con carezze la ricoveravi
tra le tue braccia come per difenderla
da quel cattivo ch’eri tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre…

CAMILLO SBARBARO

Published in: on dicembre 7, 2014 at 06:53  Comments (3)