Astrofelia premiata!

astrofelia

E’ con immensa soddisfazione che posso annunciarvi ancora un prestigioso riconoscimento ottenuto da un’amica poetessa del Cantiere! Franca Donà, la nostra cara Astrofelia, si è classificata al quinto posto dell’ VIII Concorso Internazionale di Poesia Carmelina Ghiotto Zini ricevendo il premio speciale della giuria  – Memorial Alessandro Lisbon – nella cerimonia svoltasi ad Aprilia il 7 dicembre scorso. La poesia premiata è “Un viaggio insieme”, che abbiamo già avuto l’orgoglio di pubblicare il 20 ottobre scorso e che riproponiamo qui sotto con vero piacere. Che possiamo dire, ormai i nostri artisti ci stanno abituando ai successi, ma noi conosciamo il valore dei poeti del Cantiere e sappiamo che i loro allori sono davvero meritati! Ancora i nostri complimenti a Franca e come sempre a lei vadano, oltre agli auguri per le imminenti festività, anche quelli per una carriera letteraria sempre più luminosa!

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Un viaggio insieme
verso i giardini odorosi di tiglio
dove l’ombra contava i passi
e le rose innalzavano canti profani al cielo.
Nell’aria la poesia delle foglie rosse
l’odore del caffè dalle finestre
i muri stanchi di raccontare
croste di mattoni e memorie di vita.
Un viaggio insieme
un libro sotto il braccio
le scarpe impolverate di ricordi
le guglie azzurre sulla città aperta.
Un viaggio insieme
una Madonna bianca in cima alla collina
lo specchio del sole nel tremolio del vento
una lacrima ferma all’angolo del cuore.

– ma il vero viaggio siamo noi –

astrofelia franca donà

Published in: on dicembre 14, 2014 at 21:13  Comments (7)  

Il gioco delle carte

Mi ha dato carta bianca
Ed io ho deciso da par mio
Mi ha risposto stanca
Allora se sei convinta
Di quel che dici, l‘avrai.
E cominciarono ad arrivare
Buste contenenti fogli, ognuno
Ben piegato, non scritto
Bianchi come neve
E-mail senza testo alcuno
Le risposi allora:
Sulla mia scrivania
Giace una risma intera
Di extra strong intonsi
Ogni volta che li guarderò
Penserò a te e ai tuoi silenzi
Colmi di frasi non dette
E di permanente affetto
Che resterà tra noi
Come sigillo perfetto
L’amicizia non muore
Per una scaramuccia da poco
O per frasi dette per gioco
Come l’infrangere cuori
Nel passatempo serale al PC.

Danila Oppio

Published in: on dicembre 14, 2014 at 07:15  Comments (5)  

Come nasce una stella

La piega di un sorriso
che accarezza
con la dolcezza liquida
degli occhi
giunge
dalle altezze di sogni
fino al cielo
e l’infinito accoglie
nelle braccia
lo scintillante ardore.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on dicembre 14, 2014 at 07:11  Comments (7)  

La mia Alba

MY ALBA

Now that I’ve wasted
five years in Manhattan
life decaying
talent a blank

talking disconnected
patient and mental
sliderule and number
machine on a desk

autographed triplicate
synopis and taxes
obedient prompt
poorly paid

stayed on the market
youth of my twenties
fainted in offices
wept on typewriters

deceived multitudes
in vast conspiracies
deodorant battleships
serious business industry

every six weeks whoever
drank my blood bank
innocent evil now
part of my system

five years unhappy labor
22 to 27 working
not a dime in the bank
to show for it anyway

dawn breaks it’s only the sun
the East smokes O my bedroom
I am damned to Hell what
alarmclock is ringing

 

§

Adesso che ho sprecato
cinque anni a Manhattan
vita in decadimento
talento zero
parlando scombiccherato
paziente e mentale
calcolatore e numero
macchina su una scrivania
autografato triplice
riassunto e tasse
obbediente pronta
scarsamente pagate
restato sul mercato
giovani i miei vent’anni
svenuto negli uffici
lacrimato su macchine da scrivere
ingannate moltitudini
in vaste cospirazioni
deodoranti navi da guerra
seria industria finanza
ogni sei settimane
chi bevesse la banca del mio sangue
innocente maligno ora
parte del mio sistema
cinque anni fatica miserabile
da 22 a 27 lavoro
non un nickel in banca
niente del tutto in mano
l’alba nasce è solamente il sole
fumi da Oriente O mia stanza da letto
sono dannato all’Inferno quale
sveglia ora squilla.

ALLEN GINSBERG

Published in: on dicembre 14, 2014 at 07:08  Comments (3)  

Per i trent’anni di mia figlia Alice

Ti vengo a svegliare
con l’orologio dei vagoni stanchi
coi piedi arroventati degli altiforni, è troppo
ma possa su di te essere lieve
questa mano
lubrificata a tanti lavori, alle passioni
a quelle indicazioni un po’ incerte verso Ovest.

Gli uccelli migratori sopra la nostra testa
non sanno che sei figlia e io padre.
Non gli importa.

La pioggia, mezzo metro più in là, non ci rovina
soltanto tu la vedi un po’ meglio
ascolti e prendi
ciò che fa il tempo quando ti mette sopra i rami
e ti fa bella come una mela
la matura.

Massimo Botturi

Published in: on dicembre 14, 2014 at 06:58  Comments (12)  

Place des Vosges

 
È forse l’aria degli inverni nuovi,
il giallo addosso al freddo asfalto
o anche il volo di colombe nere
che impedisce di cader nel sogno.
 
I passi nei portici disegnano
le strane orme d’un cammin veloce
e silenzioso a me riappare il cielo
arcano, non sol per colpa delle nubi.
 
Di quali suggestioni Victor Hugo
poté servirsi al sorgere del verso?
Romanticismo lungi da venire,
ne fu, in tal quadrato, pioniere?
 
In questo stesso spazio dove allora
tremavano gli amor come le foglie,
forse Calliope dettò poesia
e poi sparì lasciando fertile la scena.
 
Nel blu d’ardesia a colorare i tetti,
calcaree pietre e mattoni eterni
ancora insistono a trovar la forza
di dare il là ad un mai morto tempo.
 
Non muor nella mia anima il coraggio
di impiccare – di là da Place des Vosges –
novelli specchi e ansie a tutte l’ore
almeno fino al tocco del tramonto.

Aurelio Zucchi

Menzione Speciale I Ed. Premio Internazionale di Arti Letterarie “Thesaurus” Sezione poesia inedita “Trofeo Salvatore Quasimodo” (2012)

Published in: on dicembre 14, 2014 at 06:53  Comments (2)