Amici

Il rosso marziano illumina le notti
e il balenare dei sogni ne riluce
che bel rosso, amici
contubernali, compagni di pranzi e di cene
spezziamo il pane, facciamo mille atti assieme
l’adorabile tempo ci conduce
lo strepitoso esordio di una marcia
il fremito dei boschi, il vento mi disperde in mille rivoli
tra i frassini
sono pieno di echi, tramite sono di vita
mi respiro come aria pura
le imprese straordinarie di un eroe
i mille astuti agguati di un bandito
sono meno complicati del gesto di un amico
la scoperta di un nuovo continente
l’irresistibile ascesa di un capo
il pianto sfrenato di una vedova
nulla sono in confronto al gesto di un amico
amici
un detto greco dice: “Non ci sono amici”
Ma che m’importa dei greci

MANLIO SGALAMBRO

Published in: on dicembre 19, 2014 at 12:05  Comments (1)  

Riflessi di sole

Riflessi di sole si sciolgono
in acque tranquille
ombre di rovi interrompono
neri i rossi riflessi
come per dire
non si può essere tranquilli
eppure canti notturni
si levano lontani
aironi in attesa
fanno sentire la loro voce…

Antonietta Ursitti

Published in: on dicembre 19, 2014 at 07:06  Comments (6)  

Sia quel che sia

Fune

Fune sovrana e magica quella
che abbarbica il nostro sentire,
all’altro, l’uno, senza rimedio.
Rifiutarne il governo è delitto.

Che esista, che tiri, s’accorci,
che domini fino a riunirci,
ci intrichi, avviluppi,
nel garbuglio amoroso di noi.

Ma è debole il dire comune
che nuove parole non trova
a spiegare talune emozioni
a dirti che t’amo anche io.

Quel che dilania il mio-cardio
è ciò che la bocca inesprime,
l’inabile gergo è incapace
e tacendo mi scuoia il cervello.

Per questo confesso lo spasmo,
m’adagio al tuo desiderio,
ancora tentando di labbra
l’impresa d’armarsi di voce.

M’adagio, m’adagio, m’arrendo!
Che di tanto idioma non v’è!
Mi prendi, ti prendo ed allora…
allora… sia quel che sia.

Daniela Procida

Published in: on dicembre 19, 2014 at 07:00  Comments (3)  

Il focarile

Nel buio della stanza
riverberi rossastri
il ciocco si consuma,
il suo calore
vermigli rende i volti
le palpebre socchiude.

Sferruzza,
quei capelli bianchi inargentati
scintillano quando la brace è rigirata,
il gomitolo s’accorcia,
il maglione compone,
vola la narrazione
maghi ed orchi nel buio della stanza
ondeggiano sui muri,
ancestrali paure e sicurezze,
carezze,
altri mondi scomparsi in stanze silenziose
senza televisori
senza bagliori
di PC ondeggianti o di tablet.

E l’allegria volava
anche il pianto improvviso
e il riso
ch’oggi ricerco e più non trovo
in questi volti assenti
di ragazzi scontenti
a cui sembra che manchi tutto
ed hanno più di quel che serve.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on dicembre 19, 2014 at 06:58  Comments (5)  

Falene

Ogni uomo è nato
e sembra, questo nascere,
un sussurro
di cielo.

Forse è peccato
rivivere nel mondo
trastullo
antico ?

“Forse, Falene,
siam come Voi:
viviamo nella notte,
il giorno
ci trovate
capovolte.
Per noi lampada
è il Fato:
la luce,
che vita sempre dà,
vita ci toglie.
Tale è per Voi:
chi voglie,
di sapere, vuol soddisfare,
Essere Arcano,
muore bruciato.”

Il sole
brilla.
E il Mondo ?

“Il Mondo è ciò che trema
tra le ciglia
di Vostra lunga schiera,
aspra famiglia ! “

Paolo Santangelo

Published in: on dicembre 19, 2014 at 06:51  Comments (2)