La rete

Alcuni mi portano
a spalla
altri a braccetto
chi mi nuota accanto
lei mi conduce per mano
lui mi sbuffa cavallucci e
rime e alcuni mi passeggiano
sul capo dolcemente
molti mi cantano
sulle gote un motivetto
libero in incanto
quando
pigra m’affaccio
alla rete
a notte fonda.

Tinti Baldini

Published in: on dicembre 21, 2014 at 07:41  Comments (9)  

Autunno

Autunno2
 
Mi cullò
l’aleggiar delle prime foglie
seccate al sole e trafitte
da ovattata luce settembrina,
dove tavolozza divina
scelse color pastello
a rubare il verde ai prati
e a donar barlumi d’ambra
a boschi e vitigni dorati.
 
Da quei colori s’avviaron
nella vita i miei passi,
ora, di nuovo a lor tornato,                            
fra le prime brume
d’un mondo che si fa silente
nel lieve sopir del creato,
melanconia mi prende
ché solo inverno m’aspetta.

Alberto Baroni

Published in: on dicembre 21, 2014 at 07:39  Comments (6)  

Il momento della fretta

Sono finiti i momenti
in cui raccoglievo tutta la pazienza e il coraggio,
pronta a raggiungerti.
Era il momento della fretta,
della paura invisibile e presente
in quel tuo sorriso dolce e birichino.
Era il momento dell’ascesa,
quello per rafforzare i fragili fili
stesi tra le due sponde.

Maria Rosaria Rozera

Published in: on dicembre 21, 2014 at 07:23  Comments (2)  

Sangue nostro

SANGRE NUESTRA

Sangre mía,
de alba,
de luna partida,
del silencio.
de roca muerta,
de mujer en cama,
saltando al vacío,
Abierta a la locura.

Sangre clara y definida,
fértil y semilla,
Sangre incomprensible gira,
Sangre liberación de sí misma,
Sangre río de mis cantos,
Mar de mis abismos.
Sangre instante donde nazco adolorida,
Nutrida de mi última presencia.

§

Sangue mio,
di alba,
di luna tagliata a metà
del silenzio.
della roccia morta,
di donna in un letto,
che salta nel vuoto,
Aperta alla pazzia.

Sangue chiaro e nitido,
fertile e seme,
Sangue che si muove incomprensibile,
Sangue liberazione di se stesso,
Sangue fiume dei miei canti,
Mare dei miei abissi.
Sangue istante nel quale nasco sofferente,
Nutrita dalla mia ultima presenza.

SUSANA CHÁVEZ

Published in: on dicembre 21, 2014 at 07:17  Comments (3)  

Mi manchi…e avanti

 
Le tue carezze madre, mi accoglievano bambino a dormire
e pregavi finché elevate a sussurri le labbra posavi sul viso.
 
Quella sera da grande,
nell’attesa del severo rimprovero.
Guardavi madre nel vuoto,
il vetro rifletteva i tuoi occhi sciogliersi nella pena
e sferzavano,
sferzavano più delle parole rimaste dov’erano
mi manchi e, avanti.
 
Così più non s’usa, Poeta? -Per oggi, fa niente.
 
Mani di bimbo
stringevano i tuoi pollicioni Padre,
roteavano e repentino tornavi* e ridevo,
ridevo e mi manchi.
 
Quell’abbraccio di mano che mi donavi già grande
senza abbracciarmi
per non so quale virile timore, mi manchi e, avanti.
 
Così più non s’usa, Poeta? -Per oggi, fa niente.
 
Quel rene doveva essere lì, si è distratto.
Non c’è.
Deliro, ora che so mi duole e, mi manca.
Così come
sentire il Fine di cose sospese sfuggirmi tra le dita,
mentre assente, mi giunge carezza alle mani.
Assurdo, eppure strazia e avanti.
 
Mentre ciò che non vedo non c’è, non sento
non turba e, non manca al già carico basto.
 
Così può andare, Poeta? – Fa niente. Per oggi mi fermo.

Giampietro Calotti C.

*Tornavi: all’improvviso roteava le dita in senso opposto, come un ritornare di nuovo

Published in: on dicembre 21, 2014 at 07:03  Comments (5)