Cometa

Al freddo, quello giusto, da sfruttare

ogni minimo pretesto di calore antico

in sguardi nuovi e non bugiardi,

profitterò di questa sera cheta.

 

Mi arrancherò su per la collina

portando dietro un sacco di peccati

ed imperfette scatole d’acciaio

ricolme di speranze inaspettate

 

che – giunto ai piedi della Luce –

dopo aver fatto anch’io la fila,

consegnerò in ginocchio e muto

al posto dell’incenso, oro e mirra.

 

Nessuna nebbia nell’ovattata notte

saprà nascondere la scia perfetta

di una cometa finalmente a vista

che da una vita seguo e non seguo.

 

Sull’asfalto del moderno inverno

non si vedono impazienti pastori.

Solo i canti d’uomo insoddisfatto

accompagnano questo cammino.

 

Tese al nostro mondo intero,

mani escono da cappotti fuori misura,

riciclati in cambio di una lacrima

o di una frase in lingua straniera.

 

Magre, le dita si giovano da ora

della bontà di un solo giorno all’anno

per esser messe risolute in tasca

e poi riaprile al prossimo viandante.

 

Guidaci, cometa delle meraviglie,

a presentar lamenti a un Bimbo,

a rinnovargli la preghiera eterna

di farci giusti e di assecondarci.

 

Aurelio Zucchi

Published in: on dicembre 23, 2014 at 07:50  Comments (6)  

Sul matrimonio

Marriage

ON MARRIAGE

You were born together, and together you shall be forevermore.
You shall be together when the white wings of death scatter your days.
Ay, you shall be together even in the silent memory of God.
But let there be spaces in your togetherness,
And let the winds of the heavens dance between you.

Love one another, but make not a bond of love:
Let it rather be a moving sea between the shores of your souls.
Fill each other’s cup but drink not from one cup.
Give one another of your bread but eat not from the same loaf
Sing and dance together and be joyous, but let each one of you be alone,
Even as the strings of a lute are alone though they quiver with the same music.

Give your hearts, but not into each other’s keeping.
For only the hand of Life can contain your hearts.
And stand together yet not too near together:
For the pillars of the temple stand apart,
And the oak tree and the cypress grow not in each other’s shadow.

§

Siete nati insieme, e insieme sarete per sempre.
Voi sarete insieme quando le bianche ali della
morte disperderanno i vostri giorni.
Sì, sarete insieme persino nella silenziosa
memoria di Dio.
Ma lasciate che vi siano spazi nel vostro
stare insieme,
E lasciate che i venti del cielo danzino tra voi.
Amatevi l’un l’altro, ma dell’amore non fatene
un vincolo: lasciate piuttosto che vi sia un mare in
movimento tra le sponde delle vostre anime.
Riempitevi reciprocamente la coppa, ma non
bevete da una singola coppa.
Datevi l’un l’altro un po’ del vostro pane, ma
non mangiate dalla stessa pagnotta.
Cantate e danzate insieme e siate gioiosi, ma
fate che ognuno di voi possa star solo.
Come sole sono le corde del liuto sebbene
vibrino della stessa musica.
Datevi il cuore, ma non per trattenervelo l’un
l’altro.
Poiché solo la mano della Vita può contenere il
vostro cuore.
E reggetevi insieme, senza però stare troppo
vicini.
Poiché le colonne del tempio sono collocate a
una certa distanza.
E la quercia e il cipresso non crescono l’uno
all’ombra dell’altro.

KHALIL GIBRAN

Published in: on dicembre 23, 2014 at 07:39  Comments (3)  

Per non farci male

Un nodo dopo l’altro
frena quel filo che ci univa.
Difetti non più tollerati
vuoti non colmati
attenzioni allentate
distrazioni presenti
parole assenti
desideri mancanti.
La normalità appiattisce
lo stupore scema.
L’abitudine ad esserci
ha sovrastato l’incanto
di un amore speciale
tramutandolo
in un doveroso affetto.

Per non farci male.

Elide Colombo

Published in: on dicembre 23, 2014 at 07:20  Comments (5)  

All’ombra di Poussin

_et in Arcadia ego _
si fermano i viventi
appoggiati ai pensieri d’inverno
per conoscerne il nesso
comprese le questioni escatologiche
(chi cominciò a guardare nel mistero)
e la figura
nascosta dietro i salici
donna dalle dismesse meraviglie
_non la notò il pittore_
ebbra di vita
affaticata d’innocenza

sulle ciocche innevate
d’inattesa domanda la sorprende
l’uomo che scruta il viso
in un piovasco di minuti e
ad onta della fisica
anima di respiro anche la pietra

e lei s’attarda ancora
a sorseggiare un vino blu   _la vita
ritocca il suo ritratto sottovetro
incorniciato di pareti e sera

Cristina Bove

Published in: on dicembre 23, 2014 at 07:11  Comments (3)  

Rap sconnesso

Mi scappano nudi ermetismi
modellati in fumetti
da spruzzare.
Si accalcano in aggettivi di fumo
senza soste
imbevute da narcotizzate fantasie;
palpo disordine disarmonico
collocato a silenzio stanco,
parassitario, ma eloquente.

D’altra parte questo ritmo
di [non] rap sconnesso
di sicuro trova parola
in logorroica tempestività fuggitiva.

Si dice “cose da dire”
               “pensieri da pensare”
               “cibo da mangiare”
               “vino da bere”
                “coraggio da vivere –In amore-”:
stonato battito da cui risorgere
dissetandosi da semplice arte sofferente;
piccola vertigine da cui scendere
in modellante intarsio da lasciare.

Glò

Published in: on dicembre 23, 2014 at 07:06  Comments (3)