Uno + uno

Non riesco a ricordare la tua voce

Eppure nella testa vive ogni tua parola

Girano tra le mie labbra

E mi fanno bene

Se fossimo ancora in due

A dare fuoco al camino

A camminare vicino

Nel vento di dicembre

A caccia di regali

Per tutta quella gente

Che forse non ti meritava

O forse ti ricorda ancora.

Uno +uno

Tu grande io piccola dietro di te

A difendermi dal mondo

A tenermi viva nel sogno

Che mai nulla sarebbe cambiato

Che era anche tuo tutto il mio futuro.

Per il tempo che resta

Non so se mi basta

A non dimenticare

Mi porterò dietro

L’ultimo stupore nei tuoi occhi

Sperando di essere pronta

Fino alla fine

Senza paura con tutta la fede che serve

A morire pieni di vita.

Maria Attanasio

Published in: on gennaio 2, 2015 at 07:40  Comments (5)  

Grazie

Ali

Scalando l’altissimo monte

della vita, nei passaggi

più difficili, sotto il vuoto,

giro gli occhi e ti vedo.

Tu sei in posizioni

certamente più impervie,

eppure mi sorridi

e mi tendi la mano,

dimenticandoti del tuo pericolo.

E’ allora che mi inonda

Il tuo bene

e mi sembra quasi

di sentire il battito

di un’ala celeste

arrivare dall’immenso.

Piera Grosso

Published in: on gennaio 2, 2015 at 07:21  Comments (6)  

Sospiro

Le cinque.

Fuori la notte avvolge la vita

col suo magico silenzio.

Intuisco la linea delle montagne

dormono sotto la neve.

Piccole luci resistono

in assenza della luna

e gli alberi sembrano neri fantasmi minacciosi.

Con una tazza calda in mano

ammiro rapito

attraverso il vetro appannato

vicino al termosifone caldo.

Sorgerà il sole del 17 dicembre.

Natale è vicino ormai.

I sogni degli uomini

le loro speranze,

i loro sentimenti nascosti e repressi.

Per una volta sento colarmi dentro

un senso di pace

mi abbraccio e cullo la mia anima inquieta

in un sospiro di serenità.

Sandro Orlandi

Published in: on gennaio 2, 2015 at 07:18  Comments (15)  

Quel sorriso

Trema la terra,
lacera la realtà del quotidiano,
indomita, lascia rovine nelle forme di un’attesa.
Nella veste del loro squarcio,
le rovine s’insinuano dentro,
testimoniano il dolore, la follia, la morte.
Vibrano gli sguardi sulle mutilazioni
mentre i vecchi distillano parole di cruda saggezza,
si trascinano i respiri
tra le case diroccate,
sino a sfumare, lentamente,
nel disperato lamento senza suono.
All’improvviso,
tra le meraviglie del nulla,
irrompe un vagito,
un sorriso invisibile e presente.
Sorriso che rivela ciò che nessuna parola umana può rivelare,
sorriso che contagia
e placa le inquietudini.
Di sbieco,
sulla riva dell’esistenza,
è ancora tempo di coltivare la vita.

Maria Rosaria Rozera

Published in: on gennaio 2, 2015 at 07:16  Comments (5)  

Dove sei tu luce, è il mattino

Tu eri la vita e le cose.
In te desti respiravamo
sotto il cielo che ancora è in noi.
Non pena non febbre allora,
non quest’ombra greve del giorno
affollato e diverso. O luce,
chiarezza lontana, respiro
affannoso, rivolgi gli occhi
immobili e chiari su noi.
È buio il mattino che passa
senza la luce dei tuoi occhi.

CESARE PAVESE

Published in: on gennaio 2, 2015 at 06:58  Comments (3)