Nulla

 

Nulla che valga un fiato,

nobilitato a divenire verbo.

Afasia dell’anima:

battigia su cui l’onda dipanandosi

silenziosamente,

definitivamente,

cancelli le orme svelte o sofferte,

intime o assolute

che i sentimenti tracciavano,

nel tempo dell’amore,

nel tempo del dolore,

nel tempo dei sospiri

nobilitati a divenire

verbo.

Carlo Baldi

(dedicata a G.C.C.)

Published in: on gennaio 10, 2015 at 07:43  Comments (5)  

D’argentei pensier mi colmi il core

A Lisa

D’argentei pensier mi colmi il core
che fur dorati al tempo degli ardori
allor che d’albe, i tenui colori,
fiammanti si facean, di rossore,

ai tramontar…E si facean stupore
pur gl’irrequieti vividi bagliori
a lampeggiar negli occhi, come gli ori…
e della pelle tua il buon odore.

Stagione sotto la regia del sole,
è stata…Da noi scritta nel copione
di giorno in giorno…musica e parole…

Or della luna il guardo ci accarezza.
E ancor del sole i rai ci fan da sprone…
E presi siam nell’argentata ebbrezza.

Armando Bettozzi

Published in: on gennaio 10, 2015 at 07:35  Comments (2)  

Nuova vita

Il fumo alza una coperta
che sa di camino di legna che arde
di te che scrivi.

Il tratto di penna sa d’inchiostro
l’incanto ferma parole d’amore.

Accanto a te pennino segna la vita
su di una pagina bianca.

Futuro che sa di terra bagnata
germogli di nuova vita
legami d’amore dai fiori
immortali.

Maristella Angeli

Published in: on gennaio 10, 2015 at 07:26  Comments (4)  

Santi beoni

Tremavano le foglie
per il freddo ed il domani,
il cuore, lieve, volava via.
Il giorno risvegliava tardi,
e portava solo nostalgia.
“E Tu, giovane visione vieni,
ho un pegno da pagare,
i miei fumi non ti scordano,
e il sangue, più non sa scaldare.”

Tutte le volte giocava la via,
per due spicci e fondi di fiaschi,
e vinceva sempre,
sempre e sempre,
ma solo con la fantasia.
“E Tu piccola celeste vieni,
rivestimi di nuovo e di profumi,
accarezzami la pelle esausta
e sciogli i miei veleni.”

Le parole e le promesse solo pane,
da masticare ed inghiottire,
la vita poco più che pochi istanti,
sorrisi rari da rapire.
“E Tu, giovane Madonna vieni,
portami via. Di morsi e di rimorsi
sono esausto, e più non so sperare;
di troppi vini sono vacuo
ma la mia follia, ora sa pregare.”

Flavio Zago

Published in: on gennaio 10, 2015 at 07:19  Comments (1)  

La dolce bocca

La dulce boca que a gustar convida
un humor entre perlas destilado
y a no envidiar aquel licor sagrado
que a Júpiter ministra el garzón de Ida,

amantes, no toquéis si queréis vida;
porque entre un labio y otro colorado
Amor está, de su veneno armado,
cual entre flor y flor sierpe escondida.

No os engañen las rosas, que a la aurora
diréis que, aljofaradas y olorosas,
se le cayeron del purpúreo seno;

manzanas son de Tántalo, y no rosas,
que después huyen del que incitan ahora,
y sólo del amor queda el veneno.

§

La dolce bocca, che a gustar convita
un sapore tra perle distillato,
e a non invidiare quel liquore sacro
che a Giove somministra il garzone di Ida,
amanti, non toccate se volete vita,
perché tra un labbro e l’altro colorato
c’é Amore, del suo veleno armato,
quale tra fiore e fiore serpe nascosta.
Non v’ingannino le rose che ad Aurora
direte che, perlate e odorose
le caddero dal purpureo seno;
mele son di Tantalo e non rose,
che dopo fuggono da ciò che incitan ora,
e resta solo il veleno dell’Amore…

LUIS DE GÓNGORA Y ARGOTE

Published in: on gennaio 10, 2015 at 07:04  Comments (2)