Il mezzo angelo

Che cosa farai per me? Amore, cosa fare di te?
Non voglio essere povero come una donna che pretende un figlio.
Non voglio essere abbandonato come un amante con la testa simile ad un posacenere.
E poi il mezzo angelo. Con la schiena dorata. La cocaina nel taschino della giacca cinese.
Il seno duro come il parafango di un auto ed un enorme cazzo per nemico.
L’amore fatto di schiena.
Il silenzio degli avventori.
La guerra. La guerra. La guerra.
Che cosa farai per me? Amore, cosa fare di te?

Massimo Pastore

Published in: on gennaio 11, 2015 at 07:49  Comments (7)  

Da Francesco

Grigio il cielo

anime stipate a migliaia

sorridenti, con il viso all’insù.

La voce calma

serena e saggia

colma d’affetto

si spegne,

esorta al silenzio.

Neanche un piccolo rumore

nell’ enorme piazza.

L’aria si fa spessa

gonfia di sentimento

pregna di sofferenze, desideri

e di speranze represse

Anche il sole, timido,

attraversa la coperta di nubi

e si ferma a guardare

Un gabbiano vola alto sulla cupola

stridendo e planando.

Ad occhi chiusi ascolto preghiere silenziose

percepisco strazianti sofferenze

indicibili dolori

A cuore aperto assorbo inconfessabili paure

… quelle degli uomini.

Sandro Orlandi

Published in: on gennaio 11, 2015 at 07:46  Comments (8)  

Amicizia amore

Cent’anni di lontananza,

andare dall’altra parte del mondo

per sempre,

tutte le avversità possibili,

mille ostacoli sul cammino,

ogni male immaginabile

e inimmaginabile,

nessun essere esistente,

spezzerà o diminuirà mai

il bene immenso

che ho per te.

Sei entrato nella casa

della mia anima e

lì stai forte,

e ben radicato, come

un magnifico albero secolare,

che pur essendo passato

tra mille tempeste, sicuro,

da riparo con le sue fronde generose

e svetta immoto.

Piera Grosso

Published in: on gennaio 11, 2015 at 07:29  Comments (10)  

L’accenno di un canto primaverile

Disgelo

Il vento portò da lontano
l’accenno di un canto primaverile,
chissà dove, lucido e profondo
si aprì un pezzetto di cielo.
In questo azzurro smisurato,
fra barlumi della vicina primavera
piangevano burrasche invernali,
si libravano sogni stellati.
Timide, cupe e profonde
piangevano le mie corde.
Il vento portò da lontano
le sue squillanti canzoni.

ALEKSANDR ALEKSANDROVIČ BLOK

Published in: on gennaio 11, 2015 at 06:58  Comments (2)  

Albero d’autunno

Albero d’autunno
asilo dell’anima
sei un vivaio
ancora rugiadoso
arde in te la luce
-ti attraversa
come lingua di fuoco
mentre il giorno risorge
il vento irrompe tra le foglie
le agita, le scioglie..

Aurelia Tieghi

Published in: on gennaio 11, 2015 at 06:53  Comments (5)