Coro dei nascituri

CHOR DER UNGEBORENEN

Wir Ungeborenen
Schon beginnt die Sehnsucht an uns zu schaffen
Die Ufer des Blutes weiten sich zu unserem Ernpfan,
Wie Tau sinken wir in die Liebe hinein.
Noch liegen die Schatten der Zeit wie Fragen
Über unserem Geheimnis.

Ihr Liebenden,
Ihr Sehnsüchtigen,
Hört, ihr Abschiedskranken:
Wir sind es, die in euren Blicken zu leben beginnen,
In euren Händen, die suchende sind in der blauen Luft-
Wir sind es, die nach Morgen Duftenden.
Schon zieht uns euer Atem ein,
Nimmt uns hinab in euren Schlaf
In die Träume, die unser Erdreich sind
Wo unsere schwarze Amme, die Nacht
Uns wachsen läßt,
Bis wir uns spiegeln in euren Augen
Bis wir sprechen in euer Ohr.

Schmetterlingsgleich
Werden wir von den Häschern eurer Sehnsucht gefanger –
Wie Vogelstimmen an die Erde verkauft
Wir Morgenduftenden,
Wir kommenden Lichter für eure Traurigkeit.

 

§

Noi nascituri –
già comincia l’anelito a plasmarci
le rive del sangue si allargano ad accoglierci
come rugiada caliamo nell’amore.
Le ombre del tempo posano ancora
come domande sul nostro segreto.

Voi che amate,
voi che anelate,
udite, voi, malati di commiato:
siamo noi che cominciamo a vivere nei vostri sguardi,
nelle vostre mani che vanno in cerca nella luce azzurra –
siamo noi, che odoriamo di domani.
Già ci aspira il vostro fiato,
ci trae giú nel vostro sonno
nei sogni, che sono il nostro regno
dove la buia nutrice, la notte,
ci fa crescere,
fino a che ci specchiamo nei vostri occhi
fino a che parliamo alle vostre orecchie.

Come farfalle
saremo catturati dagli sgherri del vostro desiderio –
venduti alla terra come voci di uccelli –
noi che odoriamo di domani,
noi luci venture per la vostra tristezza.

NELLY SACHS

 

Published in: on gennaio 12, 2015 at 07:28  Comments (4)  

The Ladder of Love

we remember
i gradini serrati
alla screpolata facciata
che salivano
salivano alla soffitta della poesia
della nostra poesia
sdraiati sul letto
guardavamo la luna
danzare nella stanza
sulle note del fremito
delle foglie dell’ippocastano
e sui battiti dei nostri cuori
le nostre labbra
filavano versi d’amore
la notte
non era che una paratia d’aria
al nostro orizzonte
il respiro del vento
i nostri sospiri

Giovanni De Simone

Published in: on gennaio 12, 2015 at 07:14  Comments (16)  

E la chiamano lealtà

Se voti per lealtà o obbedienza

come chi lo fa per convinzione

non hai alcuna giustificazione:

la guida dovrebbe esser la coscienza.

 

Non serve dell’opporsi la parvenza:

la tua non è che precauzione

per restare in sella. Che vocazione!

Non c’è alcun limite all’indecenza.

 

“L’obbedienza non è più una virtù”

diceva don Milani, ma è morto.

E il suo insegnamento non vale più.

 

Ora per il parlamentare accorto

che tutto accetta pur di starsene su

la coerenza è merce per asporto.

Umberto Marinello

Published in: on gennaio 12, 2015 at 07:11  Comments (3)  

L’Iran e Neda

.
No Neda,
non sei andata via
sei rimasta con noi
come patria 
e come bandiera
come sacrificio alla vita
nella tua speranza
bruciata dalla prepotenza
ma mai dimenticata
Sì Neda,
sei viva e vivi in noi
che amiamo il tuo viso
così giovane e straziato
Sì Neda,
con te e per te
è nata
un’altra bandiera.
.
Gavino Puggioni
Published in: on gennaio 12, 2015 at 07:08  Comments (5)  

Latte

Quello che sgorga
ancora
dal mio seno
non disegna l’orsa
ma scende su lembi
di corpi divelti
in mare nemico
fondo nemico
riva nemica
mano nemica
occhio nemico
per dare latte munto
di pace

Tinti Baldini

Published in: on gennaio 12, 2015 at 07:05  Comments (9)