Carme LXXV

Huc est mens deducta tua, mea Lesbia, culpa
atque ita se officio perdidit ipsa suo,
ut iam nec bene velle queat tibi, si optumas fias,
nec desistere amare, omnia si facias.

§

A tal punto il mio cuore fu ridotto, mia Lesbia, per colpa tua
ed essa proprio nel suo dovere si è distrutta
perchè ormai non potrei nè volerti bene, se compissi azioni ottime,
nè smettere di amarti, se facessi di tutto.

CAIO VALERIO CATULLO

Published in: on gennaio 13, 2015 at 07:35  Comments (4)  

Un pezzo di cuore

Hai sfiorato i miei occhi
_ per un attimo_
ho vissuto una vita
frammento d’un’estasi

non c’è posto migliore
_ qui _
in questo pezzo di cuore
si spezza la luna
rinasce il Tempo
e privi d’ogni assurdo rimorso
il mio passo è nel tuo
la mia bocca è il tuo respiro.

astrofelia franca donà

Published in: on gennaio 13, 2015 at 07:33  Comments (6)  

La regina

Scivola il coccodrillo, a spasso
lungo il Nilo, nella calma tranquilla
dell’ acque alla deriva.

S’accorge, all’improvviso,
che arriva una regina: è bella
e risplendente, nelle sue verdi squame,
occhi di un giallo ardente, segni
di molte smanie . . . Si svegliano le voglie
represse, fino allora: prima che l’incontrasse.

Smanioso, il coccodrillo, fa un balzo,
più d’un metro: vorrebbe conquistare
quella femmina ardente e pien di brame.

Ma è lì che lui lo vide, inorridito:
enorme, più del doppio di tutti
i coccodrilli, che aveva conosciuto.

Era lui che scortava, era lui il “piaciuto”,
da quella bella vulva di coccodrillo regale.

E’ allora che, per sempre, s’immerse,
quatto, quatto, come coniglio distratto,
del Nilo al fondo, col coraggio del vile . . .

L’amore intanto c’entra? Forse
per gioco, forse per caso. In girotondo.
In fondo, era uno scherno
inventato dal Mondo.

Paolo Santangelo

Published in: on gennaio 13, 2015 at 07:26  Comments (3)  

Scarpate odorose

Mi sono affacciato
alla finestra di una vecchia fotografia
adagiata su una scarpata
olezzante di origano
e fiori di prato.
Sullo sfondo un mare turchino
ed un cielo sereno
che si specchiava
come un pavone innamorato
di se stesso.
E la brezza marina
m’ha riempito i polmoni
di profumi d’infanzia
e per un attimo
mi ha fatto dimenticare
ansie ed affanni.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on gennaio 13, 2015 at 07:25  Comments (4)  

Vela liturgica

Parla il silenzio

in sequenza armonica

vela liturgica

a divellere porte arrugginite

a ricucire cuori adombrati

nella trina invisibile

della Bianca-Luce,

adesso non vediamo

un giorno imponderabile

comprenderemo

in un attimo d’eternità

il vero senso

del nostro sbatter d’ali,

balbettio unico d’amore

da lasciare in dono

a chi resta impietrito

sulla soglia del dolore.

Roberta Bagnoli

Published in: on gennaio 13, 2015 at 07:04  Comments (4)