La bolla

Il cuore raccontava altre storie,
squillante era la sua voce d’allora.

Ascoltavo le fiabe del futuro
scartando gli orchi dalle fitte trame
così che ogni cielo fosse azzurro,
così che ogni mare fosse calmo.

Quei sogni trattenuti in una bolla
rendevano migliore anche la terra
e ora, dopo aver sempre preteso
un sole perennemente a picco,
la bolla scoppia e con essa i sogni.

Avrei dovuto a lungo soffermarmi
sui tramonti detestabili, quando
il ventre di burrasca dà le carte.

Aurelio Zucchi

Published in: on gennaio 14, 2015 at 07:30  Comments (5)  

Tra i rami fioriti

scorgo una macchia
stonato il colore
annebbia il ramo
fisso lo sguardo
si chiede perché
un atomo buio
nel preludio rosa…

Antonietta Ursitti

Published in: on gennaio 14, 2015 at 07:27  Comments (4)  

La tua assenza

La tua assenza è piena dei miei respiri,
della mia voce, dei miei passi.
Non mi sono mai mancata tanto
da quando mi manchi.

Anileda Xeka

Published in: on gennaio 14, 2015 at 07:24  Comments (6)  

Mia moglie

MY WIFE

My wife has disappeared along with her clothes.
She left behind two nylon stockings, and
a hairbrush overlooked behind the bed.
I should like to call your attention
to those shapely nylons, and to the strong
dark hair caught in the bristles of the brush.
I drop the nylons into the garbage sack; the brush
I’ll keep and use. It is only the bed
that seems strange and impossible to account for.

§

Mia moglie è scomparsa insieme ai suoi vestiti.
Si è lasciata dietro due paia di calze di nylon e
una spazzola per capelli dimenticata dietro il letto.
Vorrei richiamare la vostra attenzione
su queste calze formose e sul robusto
capello scuro impigliato tra le setole della spazzola.
Lascio cadere le calze nel sacco della spazzatura; la spazzola
me la tengo e la userò io. È solo il letto
a sembrare strano e impossibile da spiegare.

RAYMOND CARVER

Published in: on gennaio 14, 2015 at 07:10  Comments (3)  

Speranza o paura

Ci sono verità che nessuno ha il coraggio di scoprire
e storie che potrebbero raccontare
di quei lampi improvvisi che chiamiamo amore,
vago sentimento che non sa più completarci.
C’è il pianto di bambini dimenticati,
quello di donne che custodiscono il dolore
fatto di sassi
e quello di uomini incapaci di frantumarli.
Ci sono domande che ci inseguono
a cui mai troveremo risposte
e ci sono sogni che presto diventeranno
vuoti di memoria.
C’è la solitudine che abitiamo
nel silenzio di un cielo inanimato,
sotto un sole che non sa più riscaldarci.
Sorprendente consuetudine
che ci esilia in un destino incredulo
dove impera la legge dell’obbedienza
e dove è facile pensare:
“Avrei preferito non esserci mai stata”
Ma forse alla fine sarà tutta un’altra storia!”
Audace speranza o cieca paura?

Maria Rosaria Rozera

Published in: on gennaio 14, 2015 at 06:52  Comments (2)