Sui gradini degli anni

Quando la somma degli anni
arriva al punto
e volge il segno
alla polvere patria
che si leva
cerco la chiave
per aprire il muro,
rovistando tra pezzi
latenti di vita
ricupero
un esame di coscienza
e un passaporto di memorie
per non precipitare.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on gennaio 20, 2015 at 07:26  Comments (8)  

Spero sia, solo delirio (mio)

Non so se esiste o solo io lo penso e pochi altri
un mondo parallelo che sovrasta il nostro agire.
Male e bene si scontrano in eterno e l’onda che
prevale, rilancia ogni giorno il seme sulla terra.

Pazzia discende su di noi, come zucchero velato
a mescere giustizia con stati d’animo imbiancati
quando si decreta Vero solo ciò che più conviene,
e lacrime urlate piangono l’etere rubato al Giusto.

Pietà o Dio da troppi ceri affumicato.
A tua immagine hai formato chi ti vede nel creato
e libertà in eterno hai confermato, mentre
Tuo Figlio coronato,
su due pali messi a croce ha perdonato.

Sacrificio imposto da mistero di follia.
Anche questo non voluto, così come
quel gesto disperato, del patriarca amato Abramo.

A quando?
Dio giusto dai tanti nomi, stanco di sospiri alla deriva,
di nuovo volgerai il Tuo sguardo altrove, come allora?
Un resto di coscienza arderà ancora, su altari riciclati
nell’odio scambiato per onore, in deliri di ogni tempo?

“Nel dopo di una crisi,
sorpreso, sento della mano il suo -toccarmi- :
Non si sa mai, avverto.
Ma, se voglio vivere
tendo una mano attorno e l’altra, tiene pronta una matita.”

Giampietro Calotti C.

Published in: on gennaio 20, 2015 at 07:22  Comments (8)  

Riti pagani

Giornate son queste di feste pagane
e deschi son pronti siccome are antiche.
Vestali agghindate a sembrar meno nane
son pronte a quei riti, si truccan da amiche.

Gli reggon lo strascico i lor sacerdoti,
con smoking a nolo che paion pinguini,
nell’aria si spandon profumi costosi,
che ahimè sempre avranno pagato i tapini.

Per il sacrificio son pronti alle bolge
pavoni imbottiti, cassate e liquori
troneggia una mela, porcello l’avvolge,
c’è vin spumeggiante, coriandoli e fiori.

Furtiva una mano palpeggia un didietro,
così si festeggia nov’anno che sorge.
Neonato è già l’anno ma ha odor di piretro
e scarse speranze di pace ci porge.

Così si festeggia per esorcizzare
quei dodici mesi di lutti e dolori,
passato nefasto ch’è sol da scordare.
Ma è vana speranza che il tempo migliori.

Piero Colonna Romano

Published in: on gennaio 20, 2015 at 07:17  Comments (10)  

Fratelli miei

Guardate, fratelli miei, la primavera è arrivata;
la terra ha ricevuto l’abbraccio del sole
e noi vedremo presto i risultati di questo amore!
Ogni seme si è svegliato.
E così anche tutta la vita animale.
E’ grazie a questo potere che noi esistiamo.
Noi perciò dobbiamo concedere ai nostri vicini,
anche ai nostri vicini animali,
il nostro stesso diritto di abitare questa terra.

TATANKA MANI    (Bisonte che cammina)

Published in: on gennaio 20, 2015 at 07:08  Comments (3)  

Il cipresso abbattuto

Non sei più
cipresso
secolare
lungo la salita
del poggio
e mi ferisce
il vuoto
della tua
silhouette.
Piange il cielo
la cima
fremente
dove
tra coccole
adagiavo gli occhi.
Resta
in memoria
il ceppo
di muschi e licheni
fiorito
e fra edere
avvolgenti
un ragno
tranquillo
ad intrecciar la tela.
.
Graziella Cappelli
Published in: on gennaio 20, 2015 at 07:06  Comments (7)