Tempi passati

Una fisarmonica suona la canzone dei vecchi tempi
in allegria si festeggiava la vendemmia
si rideva insieme agli amici di sempre.
Racconta mia madre la gioventù
gli occhi illuminati dai ricordi
semplici avventure, episodi infantili.
Si credeva che i figli nascessero da chissà dove.
Fichi secchi e mandorle scomparivano dalle
credenze
nel letto, riscaldato dallo scaldino
si raccontavano segrete storie d’amore.
Il primo bacio, rubato lungo le scale
sguardi innamorati in presenza dei genitori.
Memoria di vita permea l’aria di echi, di risa
che vivono ancora.

Maristella Angeli

Published in: on gennaio 22, 2015 at 07:49  Comments (14)  

Umanità ferita

Sgorga la ferita

incessante

mai guarita

la sento nel vuoto del silenzio

nel pianto dell’indifferenza

nel gioco assurdo al massacro del diverso

nell’intreccio oscuro del potere

nel sistematico ladrocinio della corruzione

nell’annullamento dei diritti dei lavoratori

nello sperpero volontario delle risorse del paese

nell’occultamento pericoloso della verità

nell’oscuramento della cultura vittima

della crisi morale, economica

perpetuata e voluta dall’uomo

lo stesso che con una mano opera bene

e con l’altra distrugge il buono

lotta impari nel mondo

non ci sono vinti e vincitori

siamo tutti perdenti

tutti scontenti

tutti all’angolo a chiederci perché

a scrutare il cielo ancora remoto

ad aspettare un segno

per vivere il sogno infranto

di una nuova Vera Umanità.

Roberta Bagnoli

Published in: on gennaio 22, 2015 at 07:49  Comments (7)  

Ich bin von Kopf bis Fuß auf Liebe eingestellt

Ein rätselhafter Schimmer,
Ein “je ne sais-pas-quoi”
Liegt in den Augen immer
Bei einer schönen Frau.
Doch wenn sich meine Augen
Bei einem vis-à-vis
Ganz tief in seine saugen
Was sprechen dann sie?:

Ich bin von Kopf bis Fuß
Auf Liebe eingestellt,
Denn das ist meine Welt.
Und sonst gar nichts.
Das ist, was soll ich machen,
Meine Natur,
Ich kann halt lieben nur
Und sonst gar nichts.

Männer umschwirr’n mich,
Wie Motten um das Licht.
Und wenn sie verbrennen,
Ja dafür kann ich nichts.
Ich bin von Kopf bis Fuß
Auf Liebe eingestellt,
Ich kann halt lieben nur
Und sonst gar nichts.

Was bebt in meinen Händen,
In ihrem heißen Druck?
Sie möchten sich verschwenden
Sie haben nie genug.
Ihr werdet mir verzeihen,
Ihr müßt’ es halt versteh’n,
Es lockt mich stets von neuem.
Ich find’ es so schön!

Ich bin von Kopf bis Fuß
Auf Liebe eingestellt,
Denn das ist meine Welt,
Und sonst gar nichts.
Das ist, was soll ich machen,
Meine Natur,
Ich kann halt lieben nur
Und sonst gar nichts.

Männer umschwirr’n mich,
Wie Motten um das Licht.
Und wenn sie verbrennen,
Ja dafür kann ich nichts.
Ich bin von Kopf bis Fuß
Auf Liebe eingestellt,
Ich kann halt lieben nur
Und sonst gar nichts.

§

SONO FATTA PER L’AMORE DALLA TESTA AI PIEDI

Un lampo misterioso
un certo non so che
sprigiona sempre dagli occhi
di una bella donna.
Ma quando i miei occhi
in un solitario incontro
nei suoi sprofondano
cosa vorranno dirci?

Io sono dalla testa ai piedi
fatta per l’amore
perché tale è il mio mondo
e nient’altro che questo
è quel che devo fare
è la mia natura
posso solo amare
e nient’altro che questo.

Gli uomini mi svolazzano
intorno come falene ad una luce
e pure se si bruciano
non posso farci niente,
io sono dalla testa ai piedi
fatta per l’amore

Cosa fa tremare le mie mani
alla loro calde carezze?
Essi bramano perdersi
e non gli basta mai,
voi vorrete scusarmi,
sforzatevi di capirmi,
io ci ricasco come la prima volta,
e mi pare bellissimo.

Io sono dalla testa ai piedi
fatta per l’amore
perché tale è il mio mondo
e nient’altro che questo.

Gli uomini mi svolazzano
e pure se si bruciano,
io sono dalla testa ai piedi
fatta per l’amore…

FRIEDRICH HOLLAENDER

Published in: on gennaio 22, 2015 at 07:38  Comments (4)  

Così come sei

Così, come sei,
come un albatro tornato
dal vento stanco,
come una vaga promessa
che brama nel limbo
pregando la luce.
Così, come sei,
canuto capello vissuto,
zeppa di parole prestate
e colma d’idee a rendere.
Così, come sei,
cima compiaciuta
in docile attesa
dell’ennesimo invasore,
rocciatore del nulla.
Così,
mi getti un sorriso
per farmi aggrappare,
accarezzandomi il cuore
e deviandomi dal violarti
con mani rapaci.
Così,
anima mia m’accompagni,
sospirando e fremendo
ad ogni mio passo.
Così,
ti ho voluto e plasmato,
mia ignota scultura.

Flavio Zago

Published in: on gennaio 22, 2015 at 07:35  Comments (5)  

Volando e settenari tentando

A vviene  che  una  vacca

B rucando  bionda  bacca

C afagna  e  ci  fa  cacca,

D occhiando  la  polacca

E ntrata  là  che  attracca,

F intantoché  si  svacca

G rugnando  e  poi  racca

H ot  dog  su  una  sua  tacca

I nvero  assai  bislacca,

L ontan  dalla  risacca,

M entre  chi  vive  a  Sciacca

N on  ha  che  una  patacca

O  una  sciocca  saracca;

P oi  appioppando  pacca,

Q uantunque  sia  stracca

R estia  battente  fiacca,

S opra  la  lorda  giacca

T inta  di  una  baldracca

U ntuosa  con  fusciacca,

V ia  vola  in  bianca  biacca

Z irla  e  gorgheggia:  Accaaa! 

Sandro Sermenghi

Published in: on gennaio 22, 2015 at 07:16  Comments (4)