Se noi non avessimo amato

Ay! had we never loved at all, who knows
If yonder daffodil had lured the bee
Into its gilded womb, or any rose
Had hung with crimson lamps its little tree!
Methinks no leaf would ever bud in spring,
But for the lovers’ lips that kiss, the poets’ lips that sing.

§

Se noi non avessimo amato,
Chi sa se quel narciso avrebbe attratto l’ape
Nel suo grembo dorato,
Se quella pianta di rose avrebbe ornato
Di lampade rosse i suoi rami!
Io credo non spunterebbe una foglia
In primavera, non fosse per le labbra degli amanti
Che baciano. Non fosse per le labbra dei poeti
Che cantano.

OSCAR WILDE    (da “Panthea”)

Published in: on gennaio 24, 2015 at 07:26  Comments (4)  

Frammenti

Ho assaggiato frammenti

di sabbia e di viaggi

insieme a conchiglie

malate di mare

e stelle corallo

nel fondo di scoglio.

 

Ho camminato

lungo secche di argini

infilando collane

nel letto del fiume,

muovendo le ali

di pigri gabbiani.

 

Dalla cima d’un monte

ho osservato pianure

di azzurri orizzonti

velati dal fiato

di moltitudini asmatiche

in corsa col tempo.

 

Anche il mistero del fuoco

ho indagato

nelle notti di stelle negate

tra faville di storia

esalanti dal legno

che ardeva ridendo.

 

Un richiamo

s’è sparso nell’aria,

lontano

l’abbaiare d’un cane

ricorda le case

che attendono sera.

Lorenzo Poggi

Published in: on gennaio 24, 2015 at 07:02  Comments (6)  

Il mio libro … le mie parole…


Con limpide parole le paure pesano
il Tempo 
gli a capo
gli spazi.
la calligrafia 
e i fiori di raso tra le pagine dei ghirigori.
D’un soffio
accarezzo lo spleen
d’ennui nel sogno abbandonato
il sole fermo:
sottolineo l’orizzonte.

Enrico Tartagni

Published in: on gennaio 24, 2015 at 06:59  Comments (4)  

Padre

Cercherò un senso
al reciproco ignorarci
tra sangue e sangue
d’una stessa famiglia.
Non riesco a vedere
che sagoma ignava di te,
sono questi i riflessi
che espandi incurante.
Non comprendo
gli occhi miei guardarti,
morire,
i tuoi non vedere me,
vivere ancora,
subendo il catrame
della tua vissuta morte.

Daniela Procida

Published in: on gennaio 24, 2015 at 06:57  Comments (4)  

Scriverò i miei versi impossibili

Scriverò i miei versi impossibili

se l’alba mi si racconterà tutta,

dal più preciso istante incustodito

in cui il buio è sazio ormai del buio,

a quello ch’è altrettanto benedetto,

quando a lei s’inchina il nuovo giorno.

 

Vorrò sentire senza sosta alcuna

parole e musiche delle mie canzoni,

in dolci pieghe le storie rintanate

nel solo tempo ch’adesso più non è,

momenti entusiasmanti, su nel cielo,

l’amica alba a guardare innamorati,

intendo quelli i meno fortunati

che non s’accorgono d’essere scrutati.

 

Scriverò i miei versi impossibili

nell’ora giusta, adatta allo specchiarsi

di cieli aranciati, azzurri e gialli

su un mare di smanie incredibili.

Aurelio Zucchi

Published in: on gennaio 24, 2015 at 06:56  Comments (3)