La splendiente luce, quando apare

La splendiente luce, quando apare,
in ogne scura parte dà chiarore;
cotant’ha di vertute il suo guardare,
che sovra tutti gli altri è ‘l suo splendore:

così madonna mia face alegrare,
mirando lei, chi avesse alcun dolore;
adesso lo fa in gioia ritornare,
tanto sormonta e passa il suo valore.

E l’altre donne fan di lei bandiera,
imperatrice d’ogni costumanza,
perch’è di tutte quante la lumera;

e li pintor la miran per usanza
per trare asempro di sì bella cera,
per farne l’altre genti dimostranza.

CHIARO DAVANZATI

Published in: on gennaio 30, 2015 at 07:35  Comments (5)  

Metto i becchi nei ricci

Metto i becchi nei ricci

e nel gioco di specchi

inanello pensieri.

Danzano nel cervello

le speranze di ieri

e i morbidi capricci

appesi tra le dita.

E’ curiosa la vita!

Quasi è sera

eppure ancor ti invita

a sfidare gli specchi

non vedere che invecchi.

Così io coi miei sogni posticci

non permetto che il ramo si secchi

fino a quando

metto i becchi nei ricci!

Viviana Santandrea

Published in: on gennaio 30, 2015 at 07:20  Comments (10)  

La serenità ha il tuo nome

La melodia della solitudine
accarezza l’anima che riposa.
Nessun volto contratto da livore
o sguardi assenti e indifferenti.

Solo silenzio
e il ricordo di un commiato forzato
detestato violento strappo
seguito da rimpianto immediato.

Già mi mancano le tue domande
difficili, impossibili eppure logiche.
Mi manca il cenno della tua piccola mano
-stai qui- mentre ti abbandoni al sonno.

Il resto è superfluo per vivere
di quell’amore/conforto
incoercibile sentimento
privilegio reciprocamente donato.

Elide Colombo

Published in: on gennaio 30, 2015 at 07:08  Comments (6)  

Lo sfasciacarrozze gigliato

Compari

Egli è di certo mobile

ed è mortal respiro

per quel partito immemore,

orbo di quello spiro

che volle, alla sua nascita,

giustizia perseguir.

 

Lui, folgorante in cattedra,

lo rende una maceria,

e indifferente al sònito

d’italica miseria,

favori alle combriccole

soltanto appresterà.

 

La procellosa e trepida

gioia d’un gran disegno,

l’ansia d’un cor che indocile

lecca pensando al pegno;

e il giunge e ottiene un plauso

ch’era follia sperar.

 

Dall’Alpi a Capo Passero,

dai Liguri al Salento,

di quel securo, il fulmine

anticipa il talento.

…E la DC, è palpabile,

ritorna a governar.

 

Come sul capo al naufrago

l’onda s’avvolve e pesa,

sul patrio suol che sanguina,

per quella porno intesa,

tra Renzi e Forzitalia,

sventura pioverà

Piero Colonna Romano

(chiedo perdono al collega Sandro M.)

Published in: on gennaio 30, 2015 at 06:57  Comments (16)  

Le lumache hanno mangiato le rose

Lumaca e rose

frugo nel caos

senza sapere cosa cercare

in mano una rosa

da donare

ma

non so cosa fare

solo

cammino col vento in faccia

in grandi spazi lunari

ove l’intensità del ricordo

s’impegna a seguire

la velocità del tempo

che va a ritroso:

le lumache hanno mangiato le rose

che volevo donarti

il rumore dei passi

danza con le parole

di vento incantatore

(non è l’originale)

che fugge e non torna

riccioli di luce

rubati al sorriso

aprono la tomba dei sogni

e…

in mano ho una rosa

da donare

ma non so cosa fare

-questo l’ho già detto-

la do alle lumache

Giovanni De Simone

Published in: on gennaio 30, 2015 at 06:51  Comments (14)