Cavalli di luna e di vulcani

Isole che ho abitato
verdi su mari immobili.

D’alghe arse, di fossili marini
le spiagge ove corrono in amore
cavalli di luna e di vulcani.

Nel tempo delle frane
le foglie, le gru assalgono l’aria:
in lume d’alluvione splendono
cieli densi aperti agli stellati;

le colombe volano
dalle spalle nude dei fanciulli.

Qui finita è la terra:
con fatica e con sangue
mi faccio una prigione.

Per te dovrò gettarmi
ai piedi dei potenti,
addolcire il mio cuore di predone.

Ma cacciato dagli uomini,
nel fulmine di luce ancora giaccio
infante a mani aperte,
a rive d’alberi e fiumi:

ivi la latomia d’arancio greco
feconda per gli imenei dei numi.

SALVATORE QUASIMODO

Published in: on febbraio 13, 2015 at 07:00  Comments (3)  

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3 commentiLascia un commento

  1. Lirica dal grande spessore poetico..
    grazie Massimo per la scelta.

    ggc

  2. Grazie anche da parte mia!
    Saluti, Patrizia

  3. Il grande Quasimodo! Piera


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