Ciclamini

I calici di rosa violettato
qual lampioncini su eleganti steli
turgidi e fini, e glabri,
in giù chinati con modestia e garbo
sui cuori di smeraldo
che han su un ricamo dal color più chiaro,
timidi e schivi se ne stanno sparsi
tra i tanti verdi, e i radi punti rossi,
nella macchia spinosa e diffidente.

Come l’anime ricche in gentilezza
tra il rude ammasso che ne fa rarezza.

Armando Bettozzi

Published in: on febbraio 17, 2015 at 07:38  Comments (4)  

Vanità

Combacio i segmenti,
sfioro gli estremi,
mal celo i dilemmi
che sbuffano in scia.

Mutano i corni,
come i nomi dei giorni,
come un sole ostinato
a rinascere eguale.

Sfilano i volti
come icone impazzite,
come l’uomo pentito,
che riviene seme.

Tu sovrano avvoltoio,
vieni a baciare
il mio fegato stanco,
un pensiero ormai vago;

fammi esultare
del gusto del cielo,
perché non colga notizia,
d’un essere vano.

Flavio Zago

Published in: on febbraio 17, 2015 at 07:37  Comments (3)  

Il leopardo ha un rifugio

TIENE EL LEOPARDO UN ABRIGO

Tiene el leopardo un abrigo
En su monte seco y pardo:
Yo tengo más que el leopardo,
Porque tengo un buen amigo.

Duerme, como en un juguete,
La mushma en su cojinete
De arte del Japón: yo digo:
“No hay cojín como un amigo.”

Tiene el conde su abolengo:
Tiene la aurora el mendigo:
Tiene ala el ave: ¡yo tengo
Allá en México un amigo!

Tiene el señor presidente
Un jardín con una fuente,
Y un tesoro en oro y trigo:
Tengo más, tengo un amigo.

§

Il leopardo ha un rifugio

nella foresta aspra e cupa:

io ho più del leopardo,

perchè io ho un buon Amico.

Dorme come su un giocattolo

la musmè sul suo poggiatesta

di acero del Giappone: io dico:

<<Il miglior cuscino è un Amico>>.

Il suo lignaggio ha il conte;

ha l’aurora il mendico:

l’ala ha l’uccello:

io ho laggiù in Messico un Amico!

Ha il signor presidente

un giardino con una fontana,

e un tesoro in oro e contanti:

io ho di più, io ho un Amico.

JOSÉ MARTÍ

Published in: on febbraio 17, 2015 at 07:24  Comments (2)  

Urologic Hotel 5 stelle

E’ tutto “a gratis” andarvi a restare,

per qualche settimana di riposo.

Il drink di benvenuto è generoso,

preludio a quello ch’andrai a provare.

 

Servon, d’emblée, piacevole seduta:

ceretta brasiliana è duratura

e d’ungerti, dovunque, si premura

vestale delicata ed avveduta.

 

Per render più piacevol la vacanza

e toglier ansie e regalarti pace,

agopunture ovunque a loro piace

donarti con andar che pare danza.

 

Ma il bello è tutto ancora da venire,

un negromante emana bei presagi:

“La vita che verrà è piena d’agi,

di certo sarà questo il divenire.”

 

Secondo tempo inizia ma tu dormi.

Scagliato in dimensione sconosciuta,

da droga che in omaggio hai ricevuta,

attendi che coscienza si riformi.

 

E tornerai nel mondo ch’è concreto,

nel tempo ch’è fermato hai fatto un viaggio,

quel che hai provato ti parrà miraggio

e quel che accadde resterà segreto.

 

Verran poi giorni di coccole rare,

nouvelle cuisine, da cuochi sopraffini,

appagherà i tuoi voler più fini,

ma a casa un giorno tocca ritornare.

Piero Colonna Romano

Published in: on febbraio 17, 2015 at 07:15  Comments (6)  

Preghiera pagana

Andrò in ginocchio

al monte delle muse

a chiedere perchè

mi resta tra le dita

una biro ormai muta

rinsecchita, da cui

in questo tempo

roboante di parole

escono rime sole

orfane di pensiero.

L’albero scuoterò,

lungo il sentiero,

delle metafore

finché cadan sul foglio.

 

Questa, la mia preghiera

altro non voglio.

Viviana Santandrea

Published in: on febbraio 17, 2015 at 07:02  Comments (6)