Treno amore

TREN AMOR

Otra nación, sin sueños, no la mía,
de otro timbre y metal, goza y alumbra
el perfil de la rápida penumbra
de tu fotografia.

Débil perfil, anuncio iluminado,
seguido de mi sombr que se afana
por reducir la luz de esa ventana
tuya a un negro cuadrado.

Inútil claroscuro, inútil duelo,
roto por el espacio vengativo,
segador del enlace fugitivo
de tu anhelo y mi anhelo.

Er ninguna estación, sombra escapada
de tu mazmorra fija, en ningún punto
beberás esa luz. Te incita junto,
¡pero que distanciada!

§

Un’altra patria, insonne, non la mia,
d’altro timbro e metallo, gode e illumina
il profilo in rapida penombra
della tua fotografia.

Profilo incerto, annunzio illuminato
seguito da mia ombra che s’affanna
a ridurre la luce di finestra
ad un quadretto nero.

Chiaroscuro vano, un vano duello
che vendicativo spezza lo spazio,
che interrompe un abbraccio fuggitivo
del tuo e mio anelito.

In nessuna stazione, ombra sfuggita
di tua fissa prigione, in nessun punto
tu berrai la luce. T’incita accanto,
ma quanto è lontana!

RAFAEL ALBERTI

Published in: on marzo 2, 2015 at 07:39  Comments (6)  

Rose di maggio

L’ombra sul muro

sapeva di rose appassite

dimenticavo l’odore della vergogna

ci premevo su i palmi e la fronte

per cercarci l’ultimo pezzo di sole.

Inseguivo il disegno delle mani

appese al grembo vuoto

l’orlo nero delle unghie

piccole rondini prigioniere.

Dalle tasche un rossetto rubato

il bagliore vermiglio dell’oblio

l’illusione folle d’un bacio

lasciato come un sigillo d’amore

su un foglio bianco di solitudine

nel ricordo sfiorito delle rose di maggio.

astrofelia franca donà

Published in: on marzo 2, 2015 at 07:14  Comments (5)  

Ventre

Sei arrivato ieri
Occhi di buio
Neri di pece e dolore
Aggrappato alla chiglia
Soppraffatto e impotente
Non carezze di madre
Né sostegno di padre
Sguardi d’indifferenza ostile
Freddo nel costato
Cuore bruciante

Per quale futuro?
Chi avrà cura di te?

Mi faccio ventre
Piccolo cerbiatto ferito

Tinti Baldini

Published in: on marzo 2, 2015 at 07:06  Comments (15)  

Neuromarketing

Ridatemi il cervello,
lo avete violentato,
voglio che torni bello
e non più programmato.

Di luce immacolata
splendea tant’anni or sono,
rivoglio quel passato.
Chiedetemi perdono!

In quel che ancor v’è ignoto
resta però un barlume
ed userò quel vuoto
per ripulir pattume.

Scienziati sciagurati,
che dentro scandagliate,
vi spero condannati
con cento e più frustate.

Il saper vostro usate
per coglier le emozioni.
Tentate, via osate,
capite le passioni !

Di quei neutroni il flusso
dovete indirizzare
non per imporci il lusso
ma al ben che posson dare.

Piero Colonna Romano

Published in: on marzo 2, 2015 at 07:02  Comments (12)  

Capitolo

Così abbracciamo i vecchi ricordi

e gli eventi della quotidianità

e la poca razionalità

che resse le trame e i ragionamenti.

La vita – con i titoli di coda – struggenti

prolunga la tensione del nuovo abito

l’abito del trapassato:

un velo sui suoi occhi – increduli.

Occorre abituarsi ai moduli

della nuova visione tridimensionale

non il cubo naturale

dell’esperienza dello stagno.

L’ascesa rende i cieli dei vapori;

l’identità personale – si dissolve;

si scuce – per sempre – in trame – collettive.

Giancarlo Giudice

Published in: on marzo 2, 2015 at 06:51  Comments (5)