La pesca

Ho steso reti nell’aria

per catturare rare parole.

 

Le venderò al mercato delle pulci

insieme a vecchi orologi

fermi un secolo fa.

 

[Sono reliquie quei cinturini

di pelle da esploratore

o quegli orecchini d’argento

come maschere mute].

 

Oppure le nasconderò

tra le rime d’una vecchia canzone

che ancora sussurra tra i solchi

d’un disco a 78 giri.

 

[“La voce del padrone” canta

dalla tromba d’un grammofono a carica].

 

Ma purtroppo

ho ritirato vuote le reti.

La pelle dell’orso ed anche l’oste

non ci son voluti stare.

Lorenzo Poggi

Published in: on marzo 3, 2015 at 07:26  Comments (5)  

I venti

M. dice che da quando hanno aperto le frontiere
          non sente più lo stesso brivido di quando ha raggiunto Copenaghen o Barcellona
          con un bel po’ di fumo nel fondo del bagagliaio
          e intanto ha sposato quel tipo di donna che mangia solo rose
          ed è meraviglioso vederli ballare anche se non ballano in maniera meravigliosa.

F. ha inghiottito tutti i tubetti dei colori ma non è ancora riuscita a dipingere niente
scrive cose deliziose con la punta del piede ma ho saputo che ha perso una gamba
gettandosi da una finestra.

P. e L. si svegliano raramente di notte e ancora più raramente si svegliano di giorno
ho contato i morti fino all’alba e i primi due erano loro con le loro vite segrete
con il loro mazzo di chiavi ciascuno con i loro modi troppo gentili.

R. e F. sono due persone per bene, si lavano i denti tutti i giorni, non hanno bisogno di niente
anche se R. una volta diede un colpo secco ai canali di Amsterdam
e ci fece ridere per tutto il millennio.

          D. e I. hanno sempre vini eccellenti e grappe affumicate da contorcerti le budella,
          sanno parlare di tutto ed I. è deliziosa come un furetto.
          A volte rido come un idiota con D. quando ricordiamo l’insetto gigante che ci apparve
          al posto di un palo della luce nella notte sintetica.

Per il resto non ho ancora smesso di cercare tra le pulci dei cani
ed ho scritto sulla copertina di un libro tutti i miei indirizzi
scagliandomi nudo contro il vento avverso
che è l’unico capace di insegnarmi
                                                                 -tutti i venti…

Massimo Pastore

Published in: on marzo 3, 2015 at 07:16  Comments (6)  

Chi sei?

Una fata curiosa chiede chi sei
sorpresa, rispondi qualcosa
imbastisci qua e là una storia.
Sono mente nata tra i rovi
cresciuta da rose, innestata da mani sapienti.
Le more nascono alla mia destra
alla mia sinistra fioriscono i narcisi
dal mio naso gigli in fiore.
Dalle orecchie una foglia di tiglio
dai piedi l’edera che aderisce alle piante.
Le lacrime diffondono odore di limoni
dai capelli nascono fiori vermigli
dalle mani cuori d’incenso che purificano l’aria.
La fata annuisce, grata esaudisce il sogno
un pensiero batte le ali.

Maristella Angeli

Published in: on marzo 3, 2015 at 07:14  Comments (8)  

…mente

silenziosamente
ho chiuso la porta del cuore
lentamente
ho aperto la porta della ragione
incessantemente
vedo sfilare diapositive
dei nostri giorni colorati
che fuori dall’anima perdono il colore
– è il pianto o una tinta bugiarda? –
improvvisamente
la maschera dell’indifferenza
è cenere negli occhi della passione
avvolta nel silenzio della parola
dalle ali spezzate
disperatamente
graffio la pelle nuda della speranza
e urlo alla solitudine
il tuo nome
dolorosamente
rimbalza sulla pietra dell’orgoglio
e si perde nel vento del rifiuto.
allora
crocifiggi

Giovanni De Simone

Published in: on marzo 3, 2015 at 07:12  Comments (12)  

Noi donne

Noi donne, noi siamo così vicine alla terra bruna.
Chiediamo al cuculo che cosa aspetta dalla primavera,
gettiamo le braccia intorno al pino spoglio,
cerchiamo nel tramonto segno e consiglio.
Amai un uomo una volta, non credeva a niente..
Venne un giorno freddo con sguardo vuoto,
se ne andò un giorno triste con oblio sulla fronte.
Se il mio bambino non vive è suo…

EDITH SÖDERGRAN

Published in: on marzo 3, 2015 at 06:59  Comments (2)