Il discorso sulla pace

LE DISCOURS SUR LA PAIX

Vers la fin d’un discours extrêmement important
le grand homme d’État trébuchant
sur une belle phrase creuse
tombe dedans
et désemparé la bouche grande ouverte
haletant
montre les dents
et la carie dentaire de ses pacifiques raisonnements
met à vif le nerf de la guerre
la délicate question d’argent.

§

Verso la fine di un discorso estremamente importante
il grande statista incespicando
davanti al vuoto di una bella frase
ci casca dentro
e smarrito con la bocca spalancata
ansimante
mostra i denti
e la carie dentaria dei suoi pacifici ragionamenti
mette a nudo il nervo della guerra
la delicata questione di denaro.

JACQUES PRÉVERT

Published in: on marzo 9, 2015 at 07:51  Comments (3)  

Nelle lacrime delle donne il loro segreto

Negli occhi la felicità
rispecchia l’anima.
Rotola una lacrima
sulla guancia grinzosa
cade sul petalo
di una rossa rosa
a perpetuarne la vita
e preservarne l’amore.

Elide Colombo

Published in: on marzo 9, 2015 at 07:46  Comments (7)  

Ma questo è amore?

ho già attraversato me stessa con te
le possibilità complesse del mio cuore
-le vie segrete e sconosciute del tuo
e l’illusione di crederlo sempre mio-
credere una cosa e scoprire
che c’è sempre qualcosa ancora da scavare
qualcosa da scolpire
scorie da scalpellare via
per trovare la vera
forma dell’amore
che è nascosta dentro
che è diversa da come ti aspettavi

scoprire anche le mille
sovrastrutture che hanno incatenato il cuore
che ora sento scalpitare
ma fatica a partire
un groviglio di fili lo avvolgono
fatto di convenzioni e convinzioni
accumulate negli anni
fatto di paure e previsioni
nefaste per il futuro
fili sottili ma a mille e mille
lo velano lo celano

trovare il bandolo riavvolgere la matassa
e scoprire il rosso pulsante
la vita che splende

ma da sola da sola lasciami ora sola
tu mi freni amore
ma tu sei l’amore
ingannevole amore
caro mutevole amore
che va e ritorna amore
che mi fa dimenticare

sei l’unica realtà di un momento
e sei lo sgomento
del ritorno ad un mondo
dove quel vissuto non c’è più
dove non ci sei tu

e quella me che esiste con te
si smarrisce si nasconde
e mi resta la rabbia
di un sogno infranto
di non averti accanto
mi resta il tormento
di immaginarti con qualcuno
ad essere com’eri con me
-ma con ognuno si è differenti-

eppure c’è qualcosa ancora che c’è solo con te
allora amare me o amare te?
noi due non ci siamo più -non assieme-
e la noia di una conduzione
piana della vita soffoca la sofferenza
ma basta un attimo per sognare ancora
come una stupida come una cieca
come una innamorata

ma questo lo chiamiamo amore?

azzurrabianca

Published in: on marzo 9, 2015 at 07:36  Comments (6)  

Nel disincanto…m’incanto

Nel disincanto

uscendo allo scoperto

senza ulteriori alibi

gettata la maschera

m’incanto d’amore

tremo per il cielo sottratto

temo, sento la mano paterna

a premere sul capo chino

impreco per i giorni stolti

tramo maglie di carta

nella semplicità della luce

raccolta tutta nella stanza,

sono povere le mani

oneste restano attaccate

ai remi della barca

fragile fuscello

vascello di bimba

a solcare la corrente

in attesa che il sole innamorato

fin dalle antiche origini

dell’uomo, re nudo senza scettro,

sia l’unico faro ad illuminare

l’umanità che vaga disunita,

cieca progenie in cerca

di chiare sponde di pace.

Roberta Bagnoli

Published in: on marzo 9, 2015 at 07:04  Comments (3)  

Tempo a capo

Dentro di me ho una clessidra

che bizzarramente volgo e azzero

ogni volta a mio piacere.

Così il tempo consumo

in ritardi e accelerazioni.

 

Tempo a capo ritorno

allorquando

il serico kalicantus marchia

di feromoni il primordiale

mio senso dell’olfatto

mentre il gelo dell’inverno

ancora il fiore del mandorlo

e del gelsomino serra

nelle gemme vitree di brina.

 

Tempo a capo ritorno

allorquando

il merlo conquistato l’apice

del cedro sparso ha all’intorno

l’accorato canto suo d’amore

ed io tal quale a lui della Natura

figlio sento rinnovar della passione

il dono verso la donna mia.

 

Tempo a capo ritorno

allorquando

della tela l’angoscioso pallore

più non frena l’ansia mia di porre

segni e colori che dell’animo

siano interpreti fedeli e

il sacro fuoco accendano d’incanto.

 

Tempo a capo ritorno

allorquando

malinconicamente al tramonto mi pongo

e con le mani il capo reggo

e cosi come il sole colma

lento l’orizzonte del suo

colore sent’io colmarmi il cuore

di piccoli dolori e gioie tenere

per tanta vita ch’ intorno a me si muove.

 

Tempo a capo ritorno

allorquando

metto un punto all’ultimo

d’una confessione in versi

e della pace colgo l’incanto

e insieme ad essa la sfida attendo

ancora per prossime tappe d’esistenza.

Carlo Baldi

Published in: on marzo 9, 2015 at 06:50  Comments (10)