Ancora tu

Riappari,

in un vortice di parole non dette

ritorni,

in una vertigine di ricordi,

stati d’animo sopiti,

domande senza risposte,

momenti intensi e deliri disperati,

ti riappropri della mia anima.

Ancora quell’amore fragile e puro

inaridito prima, imputridito poi

dall’incapacità,

o peggio,

dalla disonestà.

Un rigagnolo quel mio darmi a te

finito perso nel grande fiume della vita,

la tua.

Tra un sorriso sbiadito dal tempo

e un pianto doloroso,

un po’ di sole stanco

e una tempesta di pioggia,

prepotente come sempre

mi torni in mente

e prima di relegarti

nel limbo in cui ti ho confinata,

meteora o cometa

lasci la tua scia

di amarezza e tristezza,

scoramento e bruciore.

Ritorni, sì,

ogni tanto ritorni,

e mi ricordi cos’è il dolore.

Sandro Orlandi

Published in: on marzo 11, 2015 at 07:49  Comments (5)  

Non ho bisogno di te

Tanto lo so
tra breve creperò
se davvero tu esisti
o dio
o mio dio
se fossi tu a tessere il tappeto stellato
se questo tormento ogni giorno moltiplicato
è per me un tuo esperimento
indossa la toga curiale.
La mia visita attendi
sarò puntuale
non tarderò ventiquattr’ore.
Ascoltami
altissimo inquisitore!

VLADIMIR VLADIMIROVIČ MAJAKOVSKIJ

Published in: on marzo 11, 2015 at 07:27  Comments (2)  

Nell’anima

Si può sentire
una città nell’anima
la si può vedere
carcere, schiava, liberazione
rifugio, morte
contagio, salvezza, guarigione
memoria, frode, condanna
macigno e porto quieto.

Fardello terribile è
credere di possedere
la verità
quando tu sei solo
casa in affitto.

Tinti Baldini

§

Tinti ci fa sapere che per qualche tempo dovrà a malincuore limitare le sue visite al Cantiere per via dell’intervento oculistico di cui vi ha già accennato nei giorni scorsi.  Noi la abbracciamo forte forte e le facciamo tutti insieme gli auguri affinché torni presto completamente ristabilita, anche perchè lei è la…colonna portante di questa fabbrica dei sogni e non possiamo farne a meno! A presto carissima!

Published in: on marzo 11, 2015 at 07:22  Comments (18)  

Purtroppo

Quell’essere che sé perduto
affida la sua vita
a quel che è riconosciuto.
Racconta del suo triste arrabattare
di quel che non riesce a funzionare
consegna con speranza e cerca aiuto
se stesso e tutto quello che ha perduto
nelle mani di un dottore strizzacervelli
che ha la comprensione tra gli anelli
del come sono fatti tutti quelli
tra circuiti, sinapsi e i suoi modelli.
Di corpi che funzionan perché belli
propina quella chimica ai neuroni
che viaggiano dispersi negli androni.
Crede che tutto si risolva
cancellando il dolor dalla memoria.
E quell’essere si ritrova senza storia
vaga sperduto nel suo tempo
uno zombi
che ingarbuglia ogni momento
e di sé, sempre più, meno ricorda.
Si confonde tra pastiglie colorate
affonda sempre più e si consola
all’effetto di quelle avvelenate.

Il Passero

Published in: on marzo 11, 2015 at 07:05  Comments (13)  

Fragilità

Un bacio leggero di farfalla

Si posa sulle tue labbra

E le mie mani, rondini in volo

Accarezzano il tuo viso

E la natura si fonde superba

In un battito d’ali

Di fragili gracili creature

Com’è effimero e tenue

Ciò che lontananza disgiunge!

Danila Oppio

Published in: on marzo 11, 2015 at 07:01  Comments (7)