PROGETTI

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I grandi progetti, se sono affidati agli stolti ne dobbiamo accettare le conseguenze.
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Pierluigi Ciolini
Published in: on marzo 13, 2015 at 18:55  Comments (2)  

Serate d’inverno

Quando fuori infuriava
la bufera e cadeva
neve su neve,
nostro padre ci radunava
intorno al focolare.
Schioppettava allegro il fuoco
e scaldava la pignatta.
Mio padre sorridente
sullo scranno troneggiava.
I miei cugini e noi fratelli
aspettavamo impazienti.

Finalmente mio padre
“C’era una volta…” cominciava.
Ed entravamo in un mondo
di eroi, mostri, bestie e belle donne,
in foreste minacciose,
in vallate ridenti e amene,
in borgate scure e fredde,
in paesi dal mar baciati.
Ascoltavamo trascinati
inseguendo le faville
e stringendoci le mani.

Mia madre e mia zia
ci portavano i tarallucci,
dolci e caldi come il fuoco.
Com’era buona la zuppetta
con il mosto e la neve fresca,
com’era buono il torrone
con le mandorle e le noci!
Ho ancora quel sapore
qui, nel cuore; sento
ancora i pizzicotti
che per scherzo ci davamo.
Fuori intanto fischiava il vento
e i fiocchi impazzivano.

E mio padre continuava…

Nella notte burrascosa,
tra coperte rannicchiato,
felice io sognavo
eroi, mostri, bestie e belle donne.

Nino Silenzi

Published in: on marzo 13, 2015 at 07:45  Comments (4)  

Paziente

Eliminare tanta roba inutile
oggetti fuori testo
un barattolo d’acqua per annegare cicche
la graffatrice che non spilla più
rescindere contrattazioni anomale
sospendere questioni meta_fisiche

l’anamnesi non conta
se i medici non sanno di scalate
_i chiodi erano gratis, perfino in eccedenza_
e non esiste farmaco per affezioni critiche
quando si nega ascolto ai non utenti

così m’avvio per luoghi più sicuri
in fuga dalle sale predatorie
perché sono malata seriamente
d’insufficienza venale

Cristina Bove

Published in: on marzo 13, 2015 at 07:35  Comments (3)  

Buonasera

BONSOIR

Et vous viendrez alors, imbécile caillette,
Taper dans ce miroir clignant qui se paillette
D’un éclis d’or, accroc de l’astre jaune, éteint.
Vous verrez un bijou dans cet éclat de tain.

Vous viendrez à cet homme, à son reflet mièvre
Sans chaleur… Mais, au jour qu’il dardait la fièvre,
Vous n’avez rien senti, vous qui – midi passé –
Tombez dans ce rayon tombant qu’il a laissé.

Lui ne vous connaît plus, Vous, l’Ombre déjà vue,
Vous qu’il avait couchée en son ciel toute nue,
Quand il était un Dieu!… Tout cela — n’en faut plus. –

Croyez – Mais lui n’a plus ce mirage qui leurre.
Pleurez – Mais il n’a plus cette corde qui pleure.
Ses chants… — C’était d’un autre; il ne les a pas lus.

§

E voi verrete allora, puttanella scema,
A sbattere su questo specchio ammiccando che risplende
D’una scheggia d’oro, intoppo dell’astro giallo, spento.
Vedrete una gemma in questa scheggia d’argento.

Verrete da quest’uomo, al suo riflesso sdolcinato
Senza calore… Ma, il giorno in cui gli saliva la febbre,
Non avete sentito niente, voi che — mezzogiorno passato –
Cadete in questo raggio cadente che ha lasciato.

Lui non vi conosce già più, Voi, Ombra risaputa,
Voi che aveva posato nel suo cielo completamente nuda,
Quand’era un Dio!… Tutto questo — non serve più, —

Credete – Ma non ha più questo miraggio che inganna.
Piangete — Ma non ha più questa corda che danna.
I suoi canti… – Eran d’un altro; lui non li ha letti.

TRISTAN CORBIÈRE

Published in: on marzo 13, 2015 at 07:28  Comments (3)  

Scelta d’amare

Scelta

E’ di gioventù vestito

il vagar senza legami

attratto solo dai colori

come l’ape ai fiori.

 

Frenetico esistere

bevendo al calice dei sensi,

che solo ti lascia

nel vuoto di te stesso.

 

Finchè di un’anima gentile

ti coglie il delicato aroma,

’sì che scegli d’amarla, ti fermi

e il vuoto si colma di tempo.

 

Alberto Baroni

Published in: on marzo 13, 2015 at 07:26  Comments (10)  

Nevica il silenzio a Monte San Pietro

Dimenticato silenzio lasciato,

su fiati di bimbi e vetri appannati

dove segnare le prime parole.

 

Il perenne rosario alla vita

sgranato in città, anche lui a fatica

in silenzio risale la valle.

 

Coscienze in continuo agitate, nello

stupito silenzio trovano pace,

si compongono ricordi accettati.

 

Sull’erta carraia, sferza il silenzio

un trattore, con un vomere in resta

sposta di lato la neve che ingombra.

 

Pure la mente il suo vomere cerca,

spezzare quelle polveri d’ansie

che il tempo distratto, solo cementa.

 

Giampietro Calotti C.

Published in: on marzo 13, 2015 at 07:09  Comments (7)