Vivere nuoce alla salute

.
Smarrirsi
nei labirinti delle tasse
e sotto tetti precari
rimediare
sul tavolo
pranzo e cena.
Ascoltare
con il cuore
in fibrillazione
gli orrori
da un imperturbabile
telegiornale.
Uscire
nelle città
sature
di violenze
dove la vita
non vale una cicca
rischiando
di rimanere falciati
sulle strisce
e poi al ritorno
trovare
la casa occupata.
Ma subiamo
come pecore
plagiate
mentre
i lupi… hanno nasi
ancor più lunghi
e licenze
per mantenere
lo status quo…
.
Graziella Cappelli
Published in: on marzo 14, 2015 at 07:40  Comments (6)  

Alla finestra

AT THE WINDOW

The pine-trees bend to listen to the autumn wind as it mutters
Something which sets the black poplars ashake with hysterical laughter;
While slowly the house of day is closing its eastern shutters.

 

Further down the valley the clustered tombstones recede,
Winding about their dimness the mist’s grey cerements, after
The street lamps in the darkness have suddenly started to bleed.

 

The leaves fly over the window and utter a word as they pass
To the face that leans from the darkness, intent, with two dark-filled eyes
That watch for ever earnestly from behind the window glass.

§

Si piegano i pini ad ascoltare i mormorii del vento autunnale
che i neri pioppi fa agitare in un isterico riso
mentre la casa del giorno lentamente chiude le sue imposte
orientali.
In fondo alla valle, confusamente le lapidi del cimitero – lontane
si raggruppano, avvolgendo la loro vaghezza nel grigio sudario
della nebbia,
ormai che nel crepuscolo i lampioni all’improvviso hanno
iniziato a sanguinare.
Fuori dalla finestra volano le foglie e passando una parola
pronunciano al viso che fissa l’esterno, guardando
se soffia la notte un pensiero o un messaggio sui vetri.

DAVID HERBERT LAWRENCE

Published in: on marzo 14, 2015 at 07:38  Comments (2)  

Oceano

e ti respiro mio

aperto  rovescio di cielo

plesso blu celeste nero

siderale branchia rotolante

di luna piena specchiante

 

ballo di granchio rassegnato

tagli frange di scoglio

dondolante amaca la tua prateria

in ragnatele di flutti

mitico sale ti sgretola sopra il picco che affonda

meduse esplosive spumano tentacoli

e tu cosmo, troneggi nella poseidonia

 

o mio gigante figurato a squama corallo

sono tuoi gli universi del vento

mentre irrompono cavalli sulla sponda

l’onda è febbrile

con il senso va e torna

un divenire eterno

la tua orma!

Aurelia Tieghi

Published in: on marzo 14, 2015 at 07:33  Comments (6)  

Per lui

Stasera ho smagato la bruma
che attecchiva al bisogno interiore.
S’è rimessa a parole sincere,
arresa all’illogica smania di lui.
Sul rifulgere niveo d’un foglio
uno scambio, un dono che torna.
Trapunta di dolci ammissioni
è fondere fiati in un solo calore
colmando e sanando le assenze
d’intimi accordi ieri temuti
o arginati in confuso schivarsi.
Stasera non mi logora mancanza
e cucirò da ora in baci e parole,
col refe carminio della passione,
questo godibile ineffabile ghermirsi.

Daniela Procida

Published in: on marzo 14, 2015 at 07:06  Comments (5)  

10 giusti

Brucia l ‘orizzonte

questo tramonto di vento

che ha levigato le nubi

ammucchiandole di là

come a far spazio

al trionfo della luce

che si prepara

a salutare il giorno

e mi atterrisce

rimescola il sangue

questo arancio smagliante

che poco sopra

lambisce un verde senza nome

che diventa infine azzurro

impossibile da cantare

o da disegnare

e mi conduce

senza apparente ragione

alla ragione del dolore

al perché di tutta

questa bellezza enorme

che risuona come eco

in una stanza vuota

ed a Te che guardi silente

mentre il mondo fuori

impazzisce e muore.

Gian Luca Sechi

Published in: on marzo 14, 2015 at 06:52  Comments (6)