Non mi riconosci

Tutto questo rumore, questo lamentarsi, queste coperte puzzolenti, queste pentole da lavare, questo disastro domestico. Questo assassinio.
Tu vuoi che io muoia per dire : hai visto? Avevo ragione!
Ma amore mio adorato, sono morto. Come faccio a vedere.
E poi piangi. Singhiozzi. A volte grugnisci e mi fai schifo. Amore mio adorato io sono un poeta.
Io sono il miglior poeta del… Bangladesh. Ah ah! Qui, mi conosci solo tu eppure non mi riconosci.
Meriti di soffocare tra km di biancherie, stoviglie e schifosissimi mobili d’arte povera.
Per questo meriti di essere disconosciuta. Amore mio adorato io sono un genio e me ne fotto se hai le cosce più belle della nazione. Ah ah! Io ti disconosco. Io…sono il miglior poeta del Kazakistan, della Manciuria,
io sono il miglior poeta delle case popolari di tutta Genova e proprio tu
non mi riconosci…

Massimo Pastore

Published in: on marzo 16, 2015 at 07:41  Comments (4)  

Poesia

Non lasciarmi,
Luna che vivi il riflesso,
preziosa pietra,
spettatrice d’immensi
astri nascosti.
Non mi lasciare, poesia,
che rifletti la vita,
dono inestimabile, unico,
testimone di uno sconfinato
cuore velato

Flavio Zago

Published in: on marzo 16, 2015 at 07:37  Comments (3)  

Idillio

La mia vecchia collina

sulla quale ti porto

per fare l’amore

come le tue pecore

tintinna piegata

accogli la pepita

della mia collina.

Giancarlo Giudice

Published in: on marzo 16, 2015 at 07:34  Comments (3)  

Il colloquio

Quando ti avrò raggiunto sulla sponda del fiume di luce
e tu mi chiederai che ho fatto tant’anni senza di te,
io ti risponderò: “Ho continuato il colloquio”.
Tu riderai per dolcezza tutto il riso de’ tuoi bianchi denti,
e cingerai le mie spalle col tuo gesto securo di despota.
E lungo i prati di viole che fioriscono solo pei morti
continueremo il colloquio.

ADA NEGRI

Published in: on marzo 16, 2015 at 06:58  Comments (3)  

Tre dita

(Paris at night, renversé)

Tre dita dentro agli occhi
m’hai messo crudelmente.
Il primo per stupirmi
e per chiarir concetto.
Quello di poi secondo
per ribadirne il senso.
L’ultimo, terzo infine,
per seppellir l’amore.
E hai spento pure il sole,
le stelle ed i cerini,
mentr’io, ma che tapino!
in braccio ti tenevo.

Piero Colonna Romano

Published in: on marzo 16, 2015 at 06:54  Comments (7)