Il nodo

Nodo2

Silenzi divorano piano
questa mia stanza vuota.
Tace anche il ricordo,
che la fredda assenza trattiene
come nodo stretto a disarmata gola.

Fabio Sangiorgio

Published in: on marzo 17, 2015 at 07:30  Comments (3)  

Del silenzio

Le cose che non dicevi mai, proprio quelle
davano sangue alle parole che dicevi e che restavano in aria
sospese, ambigue, come note inspiegabili
di una futura musica notturna. Ora
non hai più niente da dire, giacchè non hai niente da
      nascondere. Il silenzio
ti chiude completamente fuori dagli eventi
a sentire le giovani motociclette giù sulla litoranea
a sentire i fischi delle navi “Sàmena”, “Ikaros”, “Egeo”,
che navigavano giorno e notte tra alterne bonacce e tempeste
con destinazione finale il grande Ormeggio oscuro.

YIANNIS RITSOS

Published in: on marzo 17, 2015 at 07:07  Comments (1)  

Stagione fatata

(Un febbraio di primavera)

Che aria…che sole…che cielo sereno
a incomber su strade, su prati…sui tetti
d’una stagione dal clima sì ameno,
con quell’azzurro ch’è senza difetti!

Par navigarci – pensandolo, almeno –
su d’una barchetta – che sola – intercetti,
al suo passar sotto l’arcobaleno…
Bello, è più bello, se non te l’aspetti.

Pur se valer può soltanto un momento,
pure di viver quel bello è sì bello!
Tanto è il desio che c’è, d’incantamento!

Poi…passerà, come passa ogni cosa….
Godiamoci, intanto, il sublime acquarello
di giallo e azzurro…E – al tramontar – di rosa…

Armando Bettozzi

Published in: on marzo 17, 2015 at 07:05  Comments (3)  

Ed infine il ritorno

ed infine il ritorno.

dal tanto sospirarti – di luce improvvisa – mi giunge nella notte.
l’orizzonte sgombro dalle attese tempestose.

Anileda Xeka

Published in: on marzo 17, 2015 at 06:57  Comments (3)  

Tempi passati

Una fisarmonica suona la canzone dei vecchi tempi
in allegria si festeggiava la vendemmia
si rideva insieme agli amici di sempre.
Racconta mia madre la gioventù
gli occhi illuminati dai ricordi
semplici avventure, episodi infantili.
Si credeva che i figli nascessero da chissà dove.
Fichi secchi e mandorle scomparivano dalle
credenze.
Nel letto, riscaldato dallo scaldino
si raccontavano segrete storie d’amore.
Il primo bacio, rubato lungo le scale
sguardi innamorati in presenza dei genitori.
Memoria di vita permea l’aria di echi, di risa
che vivono ancora.

Maristella Angeli

Published in: on marzo 17, 2015 at 06:51  Comments (9)