Convivio negato

Di Faraoni terra: lento corre il torpedone lento
verso Luxor da Safaga e un canal di nilea acqua
al cammin suo s’affianca e alla vista si presenta:
s’ergon ville isolate deserte senza vita a destra,
sulla sinistra sponda un pullular d’umili casine
e in lontananza campi s’estendon verdi di culture:
donne, neri puntini, accucciate curve al lavor intente,
a ridosso sulla riva dove fumando alberga la mondezza
giovani anziani vecchi e poi bimbe e fanciulli tanti
vocianti creano allegria, allegra se pur in vita grama
la fanciullezza lor trova sì radici e debol scarsa linfa.
Così a loro e a Dante e al suo Maestro Aristotel greco
corre il pensier e al desiderio di conoscenza innata
di sapere alquanto: perché il Convivio a lor negato?
Uno, il più piccino mi guarda mi sorride la man lesta
agitando al mio sorriso che tosto, la strada corre,
si spegne e si rattrista… tarpata forse una acuta mente
che si accontenterà di guardar sol lo scorrere degli anni.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on marzo 19, 2015 at 07:45  Comments (13)  

Pazzia per oggi

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La mia pazzia aiuta a restare vivi in mancanza di coraggio –

ma se sul pianeta dell’amore di ogni nostro passaggio – 
ne facciamo illimitata illusione – 
parerò in difesa ogni tua effusione – 
dimenticherò il tuo nome – 
cancellerò ogni risposta a tutti i tuoi come – 
resterò a guardare se delle orme la pioggia che cade e non fa rumore ne riempie le impronte – 
morirò ad occhi aperti sotto la fronte – 
berrò dall’insabbiata acqua di fonte – 
e non ho più tempo di rifinire il mio ponte…
 .
Enrico Tartagni
Published in: on marzo 19, 2015 at 07:35  Comments (1)  

Scarpe spaiate

Ho calzato
due scarpe spaiate:
una era chiara
l’altra d’un bruno sbiadito.
Mi guardavo
seduto al caffè,
e mi osservano in tanti;
di certo molti pensavano
che m’avesse dato di volta la testa.
Ma io le scarpe spaiate
le ho davvero calzate.
Per circa due anni
le mie scarpette
un po’ scompagnate
m’hanno animato la vita.
La prima era una scarpa recente,
di fattura briosa, comoda,
di certo assai rilassante.
La seconda seriosa,
un po’ stretta,
coi lacci che si slegavano spesso,
che dovevo sovente annodare.
La prima mi ha regalato più di un sorriso,
mi ha fatto ad altro pensare,
mi ha riportato una gioia finita,
rinfrescata e di nuovo vissuta.
La seconda mi ha causato disagi:
col suo colore serioso, frustrato,
mai un sorriso,
mai una parola che allietasse il rapporto,
mai un trasporto.
Le mie scarpette spaiate
oggi si son consumate.
Ogni tanto le spolvero, invano,
ma l’amore si è perso, lontano.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on marzo 19, 2015 at 07:08  Comments (4)  

When I am Laid in Earth

When I am laid, am laid in earth, may my wrongs create
No trouble, no trouble in, in thy breast
When I am laid, am laid in earth, may my wrongs create
No trouble, no trouble in, in thy breast
Remember me, remember me, but ah
Forget my fate
Remember me, but ah
Forget my fate
Remember me, remember me, but ah
Forget my fate
Remember me, but ah
Forget my fate

§

Quando sarò calata dentro la terra
possano i miei errori non creare affanni
dentro al tuo petto
Ricordami, ricordami
ma, ah, dimentica il mio destino

NAHUM TATE     (musica di Henry Purcell – Dido and Aeneas)

Published in: on marzo 19, 2015 at 07:02  Comments (1)  

Guarda e passa

Occhi languidi di debolezza

nessuna pretesa

solo

una piccola mano tesa.

 

Orme di speranza si allontanano

mentre s’infittisce la nuvola d’alito.

E’ sosta un angolo poco riparato

che palesa gelidi brividi di disperazione.

 

Guarda e passa l’indifferenza.

Nessun pensiero sfiora la mente

non colpevole, non sfortunato:

soltanto un essere umano ignorato.

 

Elide Colombo

Published in: on marzo 19, 2015 at 06:52  Comments (2)