Il 21 a primavera sbocciano i poeti!

Dal nostro caro… inviato Piero (Colonna Romano) riceviamo la conferma che l’antologia delle poesie premiate con menzione della giuria nell’ambito della seconda edizione del concorso “Il ventuno a primavera”, la cui serata finale si è tenuta ieri a Pozzolengo (BS) e di cui vi abbiamo già parlato segnalando il riconoscimento assegnato a Franca (Astrofelia) Donà, conterrà anche i brani di altre due nostre amiche, Danila Oppio e Sandra Greggio. Siamo particolarmente felici di registrare questo successo “corale” delle nostre poetesse, segno del livello qualitativo  del nostro Cantiere e della passione poetica che lo anima! Nell’applaudire le nostre amiche augurando loro di continuare a tenere alto il nome della poesia facendosi vieppiù onore in campo editoriale, vi propongo qui sotto anche le loro poesie “menzionate”. Buona lettura e buona primavera a tutti!

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IN RICORDO DI ORIANA FALLACI

Chi ama un uomo

Ne ama anche i difetti

Che gli stanno incollati

Come fastidiosi insetti.

E lei lo amava

Il suo Panagulis, lo amava

Non volendolo ferire

 pur se lui la faceva soffrire.

Ne amava le colpe

Bugie, miserie e volgarità

Bruttezze, contraddizioni

Il suo corpo non perfetto

La sua caparbietà.

E lo disse, lo scrisse

Nel suo libro Un uomo

E ne dipinse il ritratto

Di quell’amante guerriero

Rivoluzionario e poeta

Dal giusto pensiero.

Alekos, morto di libertà.

Terribile dolore le attraversò

 L’anima, pur se lei diceva

Che a quella, da atea, non credeva.

Ed ora, nell’eternità hanno  ritrovato

Il loro bambino

Di cui Oriana scrisse

 Non essere mai nato.

Danila Oppio

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INVITO

Vieni a trovarmi.

Ti offrirò il tè in salotto
con il servizio buono
ereditato da papà.

E poi parleremo…
Del tempo che corre trafelato
come il vento a caccia di nubi,
delle foglie dorate
ricordo di spighe mature.

Vieni a trovarmi.

Non ci sarà angoscia né tristezza
nei nostri lineamenti,
solo lo sguardo un po’ offuscato
ci ricorderà l’oltre…

Sandra Greggio

Published in: on marzo 22, 2015 at 13:42  Comments (13)  

Suona?

Suona? Suona minga. Bisogna tu la spinga
Poi non capisco mai quale tu sarai se una
foriera, un cavalcante, o un improbabile
musicante.
Ma ancora torna sera e il buio già mi prende
e quel che rimane più non mi rende nessuna
primavera. Preferirei una serenata, vuoi mettere
con la musicata arzigogolata, cantar sotto alla
luna, raccogliere una stella ed ascoltar e rimirar
quella fortuna.
Suona? Suona minga. Bisogna tu la spinga.

Il Passero

Published in: on marzo 22, 2015 at 07:30  Comments (14)  

Profumo di mamma

Profumo di mamma

Un profumo mi torna alla mente

ogni sera quando vo a dormire

un profumo antico, commovente,

quello di mia mamma ragazzina.

Era fragrante come glicine d’aprile

e lindo come l’aria del mattino,

al sonno mi portava dolcemente

mentre m’accoccolavo sul cuscino.

Delicate le sue mani fra i capelli

dolce la voce del suo cuore

e io m’addormentavo in quell’amore.

Ogni sera m’avvolge quel profumo

che ragazzina me la riporta accanto

mentre rincalza premurosa le coperte.

Alberto Baroni

Published in: on marzo 22, 2015 at 07:26  Comments (11)  

Lager, gulag e l’inferno d’oggi

E’ accaduto e figlia ancora

un pronto fulgore di pazzia.

Uomo niente e così grande.

Dio dei miei giorni, sono Io?

 

Mi hai tratto dall’oltraggio

di aborti in forma d’uomo,

liberi, di libertà impazziti.

Dio dei miei giorni, dov’ero?

 

C’e’ speranza e mi consoli

d’erbe amare e di sorrisi,

occhi di figli per vegliarmi.

Dio dei miei giorni, chi sei?

 

Sono di nuovo a capo chino

a girare una ruota che ritorna

sotto una luna rosso stanco.

Dio dei miei giorni, non è buio?

 

Senza l’uno manca l’altra

sputo d’uomo e libertà

arma in mano ad un bambino.

Dio dei miei giorni, ti ho ucciso?

 

Giampietro Calotti C.

Published in: on marzo 22, 2015 at 07:14  Comments (6)  

Un sogno in un sogno

.
A DREAM WITHIN A DREAM
 .
Take this kiss upon the brow!
And, in parting from you now,
Thus much let me avow —
You are not wrong, who deem
That my days have been a dream;
Yet if hope has flown away
In a night, or in a day,
In a vision, or in none,
Is it therefore the less gone
All that we see or seem
Is but a dream within a dream.
 .
I stand amid the roar
Of a surf-tormented shore,
And I hold within my hand
Grains of the golden sand —
How few! yet how they creep
Through my fingers to the deep,
While I weep — while I weep!
O God! Can I not grasp
Them with a tighter clasp?
O God! can I not save
One from the pitiless wave?
Is all that we see or seem
But a dream within a dream?
§

Prendi questo bacio sulla fronte!
E, ora che sto per lasciarti,
Lascia che te lo confessi:
Non hai torto tu, quando credi
Che nient’altro che un sogno
Sono stati i miei giorni;
Se la speranza è sfuggita
In una notte o in un giorno,
In una visione o nel nulla
È forse per questo meno perduta?
Tutto quel che vediamo o sembriamo
È un sogno in un sogno soltanto.

Nel frastuono mi trovo di una riva
Che l’onda del mare flagella,
E nella mano stringo
Grani di sabbia d’oro.
Così pochi! Eppure come sfuggono
Giù nel profondo attraverso le dita,
Mentre piango e piango e piango!
Oh Dio! Non posso agguantarli io
Con una stretta più forte?
Oh Dio! Non posso salvarne uno io
Dall’ondata spietata?
Non è tutto quel che vediamo o sembriamo
Un sogno in un sogno soltanto?

EDGAR ALLAN POE

Published in: on marzo 22, 2015 at 07:08  Comments (2)  

Haiku 4

Tronchi d’elci

Carezzati da elfi

Sotto le felci

Danila Oppio

Published in: on marzo 22, 2015 at 07:04  Comments (5)