Diamo a Piero quel che è di Piero!

Ventuno

A margine della serata finale del concorso “Il ventuno a primavera”, che ha visto protagonisti i nostri amici poeti del Cantiere, ci giunge una “precisazione” di Sandra, che noi pubblichiamo con molto piacere, anche perchè testimonia del clima di amicizia che unisce le voci del nostro coro poetico. Io la riporto qui di seguito, per dare…a Piero quel che è di Piero!

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Apprezzo molto quanto ha fatto l’amico e poeta Piero Colonna Romano, che con la consueta galanteria ed umiltà mi ha citato insieme a Danila Oppio e Franca Donà. Non si può tacere, però, il fatto che nell’antologia compaia proprio anche lui ed a pieno diritto, con la sua poesia “Trascendenza”, che qui riportiamo.

Sandra Greggio

TRASCENDENZA

Quei suoi grandi occhi mi accesero il cuore
e quei suoi sorrisi mi sciolsero dentro.
Si mosser le mani sì lente e affamate,
respiro si fuse con lingue incollate.

Nel suo apparire vedevo l’amore
che placa, ricrea, che appaga appagando.
Guardando il suo viso, di luce diffuso,
volar mi sembrava nel cielo confuso.

E il cielo stupito raccolse il suo grido,
esplose un fulgore, stordente, abbagliante.
Si fecero fili dei raggi di sole,
pervasero tutto, mancaron parole.

Fu quella una fiamma, scambiata con gioia,
donarsi, fremendo, con grande languore.
Restò poi un silenzio, con rotto ansimare,
un tenero abbraccio può il tempo fermare.

Di quel ch’è perduto rimane l’inganno,
visioni dissolte, memorie avvilite.
Trascende il reale quel tempo fatato,
fu incanto vissuto, ma forse sognato.

Piero Colonna Romano

Published in: on marzo 23, 2015 at 19:01  Comments (13)  

Speranza

Non la vedo
nel tuo sguardo
ragazzo che spazzi
cartacce e cicche
vomito e sputo spruzzati
indiscriminatamente
sui gradini
non lo vedo
nelle tue mani
donna curva
con i polpacci gonfi
a rovistare e scaricare
tra mele marce e fetore
mentre tuo figlio aspetta
da te il mondo.
Non lo scorgo su
quelle barche stanche
di speranza divelta
nè nel tuo sorriso scaltro
di fanciullo mentre
scrivi sul muro
“Jenny ke figa ke sei,
ti voglio tutta”
e Jenny aspetta
da te amore.
Non c’è al crocevia
di morti annunciate
sotto putridi ponti
alla stazione dei sogni
tra lamiere e maschere
di Batman.

Speranza è il nome
d’una amica
la osservo mentre
sfuggon dalle labbra
risate cristalline in
pagliuzze d’oro
mentre gioca
a nascondino
con i bambini.

Tinti Baldini

Published in: on marzo 23, 2015 at 07:45  Comments (10)  

La nuova estate

Nel mattino assonnato,
mi sento uomo abitato
da brulicante carezza.

In te, trafelato,
io muoio, mia pace,
il tuo seno bruciante m’inebria,
d’erbe acerbe è il profumo
che la tua carne sprigiona,
e nell’alba, sospeso, diffondi,
un nuovo giorno mi doni,
mia dea.

Il tuo esistere è in me,
fascino denso,
linfa d’estate
di frutta matura,
la tua voce esplode,
tra cicale in amore,
e la tua chioma
di fiamme e di sole,
fugge ora fra i rami,
verso un nuovo
bagliore.

Marcello Plavier

Published in: on marzo 23, 2015 at 07:42  Comments (7)  

Cuore d’aliante

E lo chiamo ancora, quel tam tam aliante

che parla nel mio petto

sotto la volta respiriamo la stessa strana aria

ogni giorno balliamo l’appassionato tango

canzone con il sogno

luce così vera

fuoco d’intesa

cerchiamo nuovi orizzonti

la terra promessa, nel viaggio sconfinato

solcando cieli aperti

con licenza di sorridere.

Aurelia Tieghi

Published in: on marzo 23, 2015 at 07:27  Comments (7)  

Movesi il vecchierel

Movesi il vecchierel canuto et biancho
del dolce loco ov’a sua eta fornita
et da la famigliuola sbigottita
che vede il caro padre venir manco;
indi trahendo poi l’antiquo fianco
per l’extreme giornate di sua vita,
quanto piu po, col buon voler s’aita,
rotto dagli anni, et dal cammino stanco;
et viene a Roma, seguendo ‘l desio,
per mirar la sembianza di colui
ch’ancor lassu nel ciel vedere spera:
cosi, lasso, talor vo cerchand’io,
donna, quanto e possibile, in altrui
la disiata vostra forma vera.

FRANCESCO PETRARCA

Published in: on marzo 23, 2015 at 06:55  Comments (4)  

Ascolta

le piaghe dell’amore
chiedono all’incerto cuore:
cos’è per te
un bocciolo di rosa
donato all’orizzonte
silenzio
i giorni e le notti
gridano ancora nel mio petto l’amore
che gira dove il poeta
scrive
rime senza cuore
coperto
da rugiada di solitudine
è questo lo specchio
che la vita graffia
con parole d’ombra
ascolta la luna veritiera:
le mie braccia
sono
una distesa di margherite

Giovanni De Simone

Published in: on marzo 23, 2015 at 06:51  Comments (5)