Candela

Ora sul muro danzano ombre scure
al lento spegnersi della candela,
ombre che portano con sé paure,
paure che la nostra mente vela.

Sciolta è così la cera della vita
e illuminò la luce che donava,
amor donò e non fu mai smarrita
la strada che all’amore dedicava.

Svaniscono i ricordi lentamente,
l’ultimo guizzo vibra e poi si spegne,
rimane il vuoto buio e tristemente

la mente vaga spersa e non ha meta
ove realizzare cose degne,
sussulta ancora un poco, poi s’acqueta.

Piero Colonna Romano

Published in: on marzo 25, 2015 at 07:38  Comments (11)  

Dove siete, voi, rose rosse, tuttavia

Dove siete, voi, rose rosse, tuttavia,
dei giorni lieti della gioventù?
Nel breviario della mia memoria
nascono i vostri petali.

E sebbene ogni petalo sia giallo e grigio,
come il colore dei morti,
mi ricordo bene il giorno estivo
quando eravate di un rosso porpora.

Ancora nel vostro fine tessuto
riconosco ogni venatura.
Come prima dalla rugiada, ora
è bagnata dalla mia lacrima.

ADAM GOTTLOB OEHLENSCHLÄGER

Published in: on marzo 25, 2015 at 07:25  Comments (3)  

24 novembre

Mi ricordo di te,
Madre,
nel gelido fulgore
della luce rarefatta
di questo giorno
che disegna trame filiformi
tra le foglie degli alberi
pendule appassite
dal vento derise.
Ciò che è vita
diventa morte
in attesa
di promesse disattese
e di speranze mai dome.
Mi ricordo di te;
sei lontana eppur vicina,
dentro di me.
E mi sorridi ancora
da quel cielo diafano
incombente sul dolore
di chi resta.

Nino Silenzi

Published in: on marzo 25, 2015 at 07:25  Comments (5)  

La porta e il silenzio

in una sonnolenza anomala

aprii le strade

in cambio di amnesie

                                                   

era venuto il tempo di tacere

e dalle serrature

togliere chiavi e fiori

                                                    

ad occhi prosciugati

senza nemmeno un cigolio di lacrima

 

Cristina Bove

Published in: on marzo 25, 2015 at 07:20  Comments (6)  

Parapendio

Che cos’è questa brezza
che porta scompiglio
ai miei radi capelli
e fresche essenze,
ed echi di spiagge lontane?
E’ un soffio di cento giardini
e di mille parole,
un frullo instancabile d’ali,
un volo a colori
sospeso sul mondo,
il battito forte di un cuore
che beve emozione e silenzio
sospinto da un parapendio.
Che cos’è questa sete che ho dentro?
Io rivolgo lo sguardo alla sera
come quando bambino
scrivevo riassunti e pensieri:
la mia vita in fondo è una storia
che sta tutta in sole tre righe.
La sua è una lunga canzone
e ancora non smette
di raccontarmela il vento.

Fabio Sangiorgio

Published in: on marzo 25, 2015 at 07:13  Comments (4)