Primavera

L’alba colora i monti.

L’alito delle zolle affaccendate

a fecondare trepidi germogli

carezza il sole,

tripudio spande l’ugola del merlo

tra i cespi sulla riva del torrente.

L’estasi accende un canto,

primavera

bagna di verde i campi,

l’aria è profumata di viole

e margherite cantano

coi capini lavati di rugiada,

gli alberi sono in fiore

e passeggeri

ronzano già tra i rami,

accende gioia di volteggi

il cielo.

Passa il torrente,

l’acqua che scintilla

perde il sorriso

all’ombra delle fronde

come il mio cuore

velato dietro l’ombra di un pensiero.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on aprile 12, 2015 at 07:44  Comments (8)  

Il bacio di marzo

Un cammino svelto
fra strade che han visto la neve
gli alberi vestiti di grigio
il vento a spezzar rami.
C’eri anche tu
nel mattino bianco di brina
i guanti di lana color del caffè
il riflesso del fiume negli occhi.
C’eri anche tu
nel bacio di marzo
miraggio d’un giorno d’estate
un raggio di sole
a disperdere il gelido inverno.

astrofelia franca donà

Published in: on aprile 12, 2015 at 07:43  Comments (7)  

Croazia

Bandiera

fluttuante torpore leggero

Seny città

pietra dal clima mite

con la fortezza dominante

e l’albero a mare

non potrà scordare…

riviere

e isole isolate croate

nell’esistere breve dello sguardo

strade bianche di sensi l’accompagnano

dove nascono tesori avventurosi

lo spirito ristora

corbezzolo, blu lavanda

inebriano il corso nomade

seguito dai monti Velebit

creste pittoresche s’alzano

come echi di natura.

Deambula passi autentici

lì, dove stagiona il capo d’astro d’oro

sulle calme acque di limpidi pensieri

che a grumi di luce illuminano rosate

le incoronate, custodi di Zadar

carezzate in rossastre nenie dei giorni

le prime fertili pianure di conchiglie

nel delta del Neretva

che flora instancabile s’avvia

tra le dita ampie del mare

là, dipinge il fiume come vela

quando s’anima di brezza il cristallino

porta odori

e gode

di quell’estate nitida.

Aurelia Tieghi

Published in: on aprile 12, 2015 at 07:22  Comments (6)  

L’inverno

Il mese di Leneo, giorni da schifo, spellabuoi tutti quanti.
Dio ce ne scampi. E poi quelle gelate, rasoterra:
si fanno spietate quando Borea soffia di traverso
alla Tracia, pastura di cavalli, sul disteso mare,
e con la raffica l’inarca. Mugghiano la terra e la foresta.
Quante querce, aeree chiome, quanti densi pini
stende nei burroni alpestri, sul suolo che ci sfama,
piombando: è tutto un gran boato il bosco sconfinato.
S’intirizziscono le bestie, le code sotto i ventri,
anche quelle di vello peloso che fa ombra: le trapassa
coi soffi ghiacciati, anche se manto di lana le avvolge.
Trafigge perfino il cuoio del bue, che non fa barriera.
Trafigge la coltre di peli caprini. Ma le pecore no,
quelle no. Quel pelame è spesso, non lo forza
il vento del nord. Un vecchio l’incurva: una ruota!
Però non si fa strada fino alla ragazza pelle di velluto:
lei sta nel chiuso della casa, insieme a mamma sua,
e non sa niente, ancora, dell’amore che vale tanto oro,
si lava quella carne in fiore, se la spalma di fluente
olio, si mette giù, tra le coperte, nel cuore della casa,
mentre fuori è inverno….

ESIODO    (da “Le Opere e i giorni”)

Published in: on aprile 12, 2015 at 06:51  Comments (3)  

Il mio vento

 .
Vado per vie e viuzze della mia isola
da nord a sud, da est a ovest
fino ai carruggi di Carloforte
attraverso antichi paesaggi
maestosi e misteriosi
modellati dalla luna
e testimoni del tempo
Ascolto e seguo 
il volo dell’aquila reale
e i lamenti dei cavallini della Giara
vedo anche nuvole imbevute di veleno
che in lontananza accompagnano
stormi di stornelli
disegno dell’impossibile
caleidoscopio della natura
che m’incanta
Mi fermo
attonito
e ascolto sua maestà…
il vento.
 .
Gavino Puggioni
Published in: on aprile 12, 2015 at 06:50  Comments (5)