Primavera di successi per Franca

Memorial Sermoneta

Primavera, tempo di…mietitura per Astrofelia! Come vi avevo anticipato qualche tempo fa, la nostra Franca Donà non ha finito di stupirci e di dare lustro al Cantiere con i suoi successi poetici. Franca è appena reduce dalla premiazione della III Edizione del Concorso Letterario Nazionale Memorial Miriam Sermoneta, svoltasi  sabato 11 aprile a Roma, dove con la sua poesia “Giorni – Dal fango nascono i fiori” (che abbiamo già pubblicato e che troverete qui) ha conseguito il I° premio nella sezione a tema “La speranza”, che ha già avuto notizia di un’altra affermazione a livello nazionale: l’ingresso nella rosa delle prime tre classificate al I° Concorso Nazionale Scritti Iblei di Modica – Sezione a tema “L’uomo e il mare”, la cui premiazione si terrà nella patria di Salvatore Quasimodo il prossimo 16 maggio. Noi abbiamo il privilegio di offrirvi in anteprima la poesia premiata ed anche quello di annoverare tra gli amici del Cantiere la talentuosa autrice, cui vanno i nostri complimenti e i nostri auguri per la sua carriera letteraria!

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L’Eterno canto del mare

Eterno canto di rabbia e di dolcezza

nelle schiume bianche che tornano alla riva

scompigliando pallide conchiglie.

Nei giochi di vento piccole vele lontane,

gusci colorati tra i flutti celesti.

Idioma antico e indecifrabile

questo tuo segreto immenso

che ti ritrova, mutevole e immutato,

agli occhi del mattino

rincorrendo dorati sbuffi di nuvole

onde smaltate d’azzurro

candidi voli di gabbiani.

E la sera, le braccia nude,

la fiamma del sole tra i capelli,

le donne attendono un ritorno,

con reti colme

di uomini zingari e pescatori

solitari compagni del vento

del loro abbraccio ruvido e impetuoso

forte come il grido prorompente del mare.

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astrofelia franca donà

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Published in: on aprile 14, 2015 at 19:11  Comments (14)  

Poesia inutile inutile poesia

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Voglio dire con me stesso
che la poesia è astrusa di pericoli all’indole e alla psiche
non posso adoperarla come fosse un Dagestan
od un impulso a far del male a Metafisica e ad Andronico di Rodi
o per con essa urlare all’attacco o i miei prodi!
scatenando diavoli streghe e pianti di prefiche.
Libero mercato di versi di parole e metatarsi
per arrivare al cielo e alle sue stelle
e poi cadere come pera cotta alla Newton nel suo spiedo
e ritrovarmi tra paglie sterco e scoregge di viandanti d’animali nella stalla…wow!
Io spreco il tempo a ricordare alla Memoria
che non ho un verso per rimediare al mio medio la silloge di Socrate
sono soltanto un uomo
però questo non è il male
il dolore è per me credere che Poesia mi possa
consegnare ai Santi.
Più o meno.
 .
Enrico Tartagni
Published in: on aprile 14, 2015 at 07:39  Comments (3)  

Un cinto d’ernia

Suonava nei miei pensieri quella canzone
sudore ed antracite, diventano passione
quel cinto d’ernia era, un’interrogazione.
E fu per caso o per destino che toccai con mano
quel sospensino.
Il dottore lo ricettò a sostenere quel mio sfottò.
Quel cinto d’ernia ora lo porto e la pistola

più non infilo, c’è poco spazio è quasi un chilo
e aspetto il giorno che poi sarà.
E mentre aspetto, ascolto ancora
quella canzone, tra Pavana
Arkansas, Tex, Missouri e
l’Appennino
tra quei castagni, a ritornar bambino
e dal profondo

mi nasce ancora quell’emozione

Il Passero

Published in: on aprile 14, 2015 at 07:14  Comments (5)  

Andato

a morire
da solo
dentro l’erba
di un prato.
Era un soldato
Era un uomo
Era solo
un gatto investito.

Simone Magli

Published in: on aprile 14, 2015 at 07:07  Comments (4)  

La notte non è mai completa

LA NUIT N’EST JAMAIS COMPLÈTE

La nuit n’est jamais complète
Il y a toujours puisque je le dis
Puisque je l’affirme
Au bout du chagrin une fenêtre ouverte
Une fenêtre éclairée
Il ya toujours un rêve qui veille
Désir à combler faim à satisfaire
Un coeur généreux
Une main tendue une main ouverte
Des yeux attentifs
Une vie à se partager.

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La notte non è mai completa

C’è sempre perché lo dico

Perché l’affermo io

In fondo al dolore una finestra aperta

Una finestra illuminata

C’è sempre un sogno che veglia

Desiderio da appagare fame da soddisfare

Un cuore generoso

Una mano stesa una mano aperta

Dagli occhi attenti

Una vita da dividersi

PAUL ÉLUARD

Published in: on aprile 14, 2015 at 07:06  Comments (3)  

Tu non sei quella che credi che io penso che tu sia

parole screpolate

incagliate nel fantasma della dolcezza

tessono domande e risposte

sulla tela dello spazio

gettato tra noi

la lingua di piombo

soffoca note di cuore

che si urtano tra loro

c’è poco spazio

ma tante emozioni

e il silenzio

trabocca d’amore

che si fa fulgida luce

nei tuoi occhi loquaci

tenero amore mio

ascolta lo sguardo

e ritmo e musica

su ali di angeli

giungeranno all’anima

con fremiti di gioia

lasciali entrare

sul ramo di fumo

fioriranno rose di certezza

senza fine

ascolta allora

il fruscìo della gemma che si apre

allontanerai ogni falsità dei miei pensieri

e canterai la conoscenza dell’amore

Giovanni De Simone

Published in: on aprile 14, 2015 at 07:02  Comments (2)