Incantesimo

Incantesimo

Sogno d’averti vicino
ma fugge il sogno lontan.
Sei la mia dolce piccina
anche se vuoto è il doman.

Vorrei
dimenticar la tua vision,
ma un incanto
mi lega a te nella passion.

È in te,
sottile, un ombra di mister
che t’avvolge
dun fascinoso e serio vel.

Sei tu,
sei sempre invano ricordar
mentre il core
ripete ancor: “Ti voglio amare”.

Amo,
ma tu non senti il mio richiamo
e forse tu non credi più
a questo mio cor.

Sei tu,
sei sempre invano ricordar
mentre il core
ripete ancor: “Ti voglio amare”.

Amo,
ma tu non senti il mio richiamo
e forse tu non credi più
a questo mio cor.

CARLO DEANI        (musica di Dino Olivieri)

Published in: on aprile 16, 2015 at 07:49  Comments (1)  

Il colore dell’addio

Sento riempire le grondaie degli occhi
ed il cuore amputato vive in palpito di ghiaccio
le mattine sono più vaste delle notti
e le notti come sono lontane dalle mie albe.
Mi sento vuoto, senza più nulla da dare
e del silenzio ne faccio nutrimento
ne deglutisco un poco ad ogni ora.
L’addio ha un colore non definito
appare come cenere nell’infinito
soffocandomi a poco a poco.

Marcello Plavier

Published in: on aprile 16, 2015 at 07:49  Comments (2)  

Non hai lasciato debiti

Se non nei nostri occhi
Che ancora volevano vederti
E poi ancora
Ancora la tua voce
Il fumo della sigaretta
Che fendeva lentamente l’aria
I passi svelti di quando ancora
Ogni strada ti apparteneva.

Maria Attanasio

Published in: on aprile 16, 2015 at 07:09  Lascia un commento  

Nido d’ombre

Il cuore è un nido d’ombre. Un riparo

per rapaci che cercano invano una via.

d’uscita. Il grano germina in me dove

la pioggia mi è seme e Madre. Tutto

sbava collocandosi nel non senso. La

metafora è una pozza stanca, uno

specchio grigio che accoglie un riflesso

che si cerca e non s’appartiene.

 

Lady Rose

Published in: on aprile 16, 2015 at 06:59  Lascia un commento  

Giungla inestricabile

Aprii un varco

In quella giungla

Inaspettata

Con un improvvisato

Machete

Forse sperando

Di ritrovarti laggiù

Tra cespugli di parole

E roveti ardenti

Mentre voci lontane

S’intricavano

Nell’etere

Senza riuscire

A comprenderle

Danila Oppio

Published in: on aprile 16, 2015 at 06:53  Lascia un commento