I versi corrosivi di Lorenzo

Versi corrosivi

E’ con grande piacere che vi presentiamo in anteprima la nuova silloge dell’amico Lorenzo Poggi, fresca fresca di stampa per i tipi delle Edizioni Progetto Cultura. Siamo sicuri che la nuova raccolta di poesie, “Versi cor(ro)sivi”, sarà all’altezza della produzione precedente dell’autore e del suo inconfondibile stile che avete avuto modo di apprezzare su queste pagine sin dall’esordio del nostro Cantiere. A Lorenzo vanno i nostri complimenti e gli auguri per il successo editoriale del volume. Chi è interessato all’acquisto può contattare direttamente l’autore all’indirizzo lorpog43@gmail.com e sicuramente non se ne pentirà!  Buona lettura a tutti!

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Dalla presentazione del libro:

“Anche in questa raccolta, coraggiosa sin dall’impertinenza grafica del titolo, Versi cor(ro)sivi, in Poggi si conferma la vena di un trovatore della realtà, la cui poesia è specchio di un tempus edax rerum. L’autore si riallaccia alla tradizione d una vis satirica graffiante che dalla poesia classica arriva sino ai grandi maudits della modernità. Poggi è attento ai fremiti dei sogni, “alle verità nascoste nei manici di zappa” e ritrova timbri lirici proprio in quella madia di memoria che è la vita attraversata dal cambiamento…”

Il Cantiere

Published in: on aprile 17, 2015 at 11:03  Comments (8)  

La morte di un uomo

Signor giudice, in fondo lo fanno tutti!
E’ vero, ho portato i soldi all’estero,
quella era una società di comodo…
ma in fondo che male c’è…si sa..le tasse….
Va bene sono un evasore, ma in fondo…..
non è mica la morte di un uomo!
Come dice signor giudice?
Ah, i soldi. Come li ho fatti?
Io sono un imprenditore onesto, sa?
Costruttore, uno dei migliori!
Come ha detto? Gli appalti?
Certo signor giudice, vincevo tutti gli appalti….
Ma sì, lei è uomo di mondo, signor giudice.
Del resto come si fa…. In questa giungla….
Io corruttore? Ma che dice, lo fanno tutti, si sa…
E va bene, qualche mazzetta….
ma non sarà mica la morte di un uomo…..
Come ha detto signor giudice?
Gli operai edili? Beh, si sa…. Il mercato…
Quali contratti? Ma no, è normale,
lasci che le spieghi……
va bene, d’accordo, li pagavo in nero,
ma non sarà mica la morte di un uomo!
Come dice signor giudice?
Le norme di sicurezza? Beh, che c’entra…
Si sa…i rischi……può capitare, in fondo…
Ma perché deve succedere per forza?
E poi non è mica….ah si? E’ morto?
Davvero signor giudice? Mi dispiace.
Però sa, il progresso, il lavoro, il PIL,
siamo noi l’Italia che produce….
Non possiamo fermarci di fronte….
Come ha detto? Quale sabbia?
Ah, il cemento… beh, s’intende,
sono cose normali, non è il caso di drammatizzare….
Va bene, non sarà stato di prima qualità,
ma in fondo non è la morte di….
Come dice? 309?

Il Temporeggiatore

Il 6 aprile del 2009 un terremoto devastò la città dell’Aquila e i paesi limitrofi provocando morte e distruzione. Molte delle 309 vittime si sarebbero potute salvare se alla forza della natura non si fosse aggiunta l’incuria e la criminalità degli uomini.

Published in: on aprile 17, 2015 at 09:05  Comments (5)  

Casbah

Flower Skull

Vaghiamo nella foresta elettrica
della grande città al neon
tra miseri verbi scolastici declinati
frequentando supermarket e babilonie di cose inutili
consumandoci le mani nei gabinetti pubblici
adottando volti da pellicole scadenti
camminando come serpenti con le zampe
evitando la linea di gesso tracciata sul cemento dai maestri dell’odio…
viviamo al di qua dell’amore
lasciandoci penetrare con lunghi coltelli arrugginiti
la massa fluorescente che dimora nel nostro cranio
portando, infine, un fiore tra i denti di un teschio
sputando sui dei dell’amore e sulle tombe sacre
dissacrando l’estate.

Ti ritrovo, dopo tanto tempo, nei foglietti dispersi dietro il letto
tra i mobili che non ho mai spostato, nei portafogli distrutti
e mi inghiotti nella notte spegnendo luci artificiali
e prototipi di bambini da assembrare e da rivendere su ebay
mi parli del tuo lavoro ideale per vivere
che sarebbe poi scrutare il cielo
e del tuo nome -casbah-
(malfamata bestia di bellezza)
e tieni accese le stelle…

Massimo Pastore

Published in: on aprile 17, 2015 at 07:38  Comments (2)  

Tu sei il mio amore

Tu sei il mio amore e la mia disperazione.
Tu sei la mia follia e la mia saggezza.
E sei tutti i luoghi in cui non sono stato
e che mi chiamano da tutti gli angoli del mondo.
Tu sei queste sei righe
cui devo limitarmi per non gridare

HENRIK NORDBRANDT

Published in: on aprile 17, 2015 at 07:09  Comments (1)  

Il PIL

Il Pil della mia strada
è giunto al lumicino,
c’è l’Istat che m’indaga
risulta un bel casino.

Donai a piene mani
tutto quel che potevo,
forse incontrai dei nani
o forse m’illudevo.
E tiro un po’ le somme
di questa lunga strada,
ne ho consumate gomme
contrada per contrada !

Lo spread tra adesso e fine
già cresce a vista d’occhio
ed offrirò tartine
a chi verrà col cocchio.
Magari avvelenate,
coperte di caviale
e ci vorran giornate
per digerirle male.

Default è sentenziato
per vita spesa bene,
ma non conta il passato
se spezzi le catene.
Uscire dai binari
è cosa non gradita
non rispettar gli orari
rovina la tua vita.

Adesso aspetto solo
che giunga a conclusione
quel che per me fu volo
e splendida stagione.

Piero Colonna Romano

Published in: on aprile 17, 2015 at 07:01  Comments (8)  

Albanese

.
Ti vidi
suonare la fisarmonica
poggiato
alla ringhiera del ponte.
Urlava la tramontana
depredando
i banchi del mercato.
Svanì nel vento
il ciarlare
della folla,
ero con te
in quel raggio di sole
che argentava
il cerchione
di una bicicletta
e tra le bifore dei raggi
si rifletteva
nell’acqua.
.
Graziella Cappelli
Published in: on aprile 17, 2015 at 06:59  Comments (4)