Poi ti penso

Poi ti penso ed è sera
la luce è un’ombra sottile
che veste la stanza d’attesa

Sul tavolo
la cera si fonde con l’aria
profumo di rosa e candele

Sul letto un filo di perle
un tocco di seta e
la voglia di te.

astrofelia franca donà

Published in: on aprile 25, 2015 at 07:36  Comments (5)  

Consapevolezze

L’ avvenuto m’accarezza,
non mi lascia allontanare,
sempre pronto a far sentire
il suo fiato sul mio corpo.

L’imminente, più sottile
come gas passa i recessi,
insinuante ed adesivo,
m’avviluppa come ragno.

L’evidenza non rincuora
quest’annosa scorza stanca,
il sapere si fa icona
ma non sbroglia le fobie.

Vorrei essere digiuno,
non conoscere il passato,
per poter portarmi avanti,
senza remore avanzare.

Vorrei essere incosciente,
non temere ogni mio passo,
potrei giungere al mio colle
senza impronte da calcare

Vorrei essere, non sono,
riconosco i miei sentieri;
vorrei non essere, ma sono,
posso solo proseguire.

Flavio Zago

Published in: on aprile 25, 2015 at 07:32  Comments (2)  

Tocca a me…

Dolce sognare
mi lascio cullare
sospesa sopra a una nuvola,
sull’altalena della vita
quel seggiolino vuoto
adesso è il mio?
Mi hai ceduto il posto
ne approfitto
e mi dondolo…
Movimento lento
in adagio
movimento graduale…
E ritorno bambina
col naso arricciato all’insù
mentre inizia la “conta”…

< prima io
                dopo Tu! >

Beatrice Zanini

Published in: on aprile 25, 2015 at 07:29  Comments (4)  

La speranza nel gioco

Palloncini leggeri
sospesi
galleggiano nell’aria
danzano e roteano
ballerini gitani

di rosso e di giallo
tinteggiano
giornate uggiose

tra rabbia e speranza che sale
ondeggiano come i pensieri
ora tristi ora allegri

tornano da bambini in attesa
donano il sorriso
e la speranza nel gioco

Maristella Angeli

Published in: on aprile 25, 2015 at 07:26  Comments (6)  

Epigrafi (La passione del ’45)

Coi tuoi occhi infossati
i capelli leggeri,
il volto deciso
il riso impetuoso
e il silenzio insistente…

Tu non chiedevi altro che meritare
le più alte delle nostre parole:
e adesso è chiaro
quel tuo pudico tacere e gridare,
quel tuo umiliarti
e adirarti.
Tu cercavi in noi, inutilmente,
il tuo cuore…

È chiaro il tuo volto sofferente,
è chiaro il tuo riso
è chiaro il tuo pudore,
è chiara la tua innocenza,
e il tuo darti agli altri
smanioso di’ offrirti,
di testimoniare
con forza giovanile
il tormento,
con la violenza la pietà.

Nei tuoi ritratti,
le tue vesti, i tuoi libri,
non sentiremo più la tua vita.
La tua giovinezza
non splende per noi chinata
sulla terra dell’ orto
e non splendono i tuoi capelli.
Fu un vento ignoto a spirare
sul tuo mondo, su te,
e vi ha tutto sconvolto. Libertà, la tua bocca ridente,
Libertà, la tua fronte pallida,
Libertà, le tue spalle leggere.
Poi il vento è caduto.

Dispersa la tua vita,
stringi nel pugno la tua fede.
Dai silenzi della tua vita
torna solo la voce
della tua fede silenziosa.
Possiamo noi pronunciare le parole
per cui hai dato il tuo corpo
temendo di non dare troppo?
Italia, Libertà…
e parole più umane, amore,
E a chi non vi creda
mostra le mutate
nel terribile sangue
che era di tua madre.

Fu questo il tuo gioco
per cui tua madre attende
d’essere morta,
nient’ altro,
in questa estranea terra.
Ma che cosa ci hai dato?
Qualcosa di immenso,
e tu lo sapevi,
ragazzo, lo sapevi morendo solo
sotto gli alberi testimoni
e la neve calpestata dai piedi
che andavano alla morte.

Qui in Italia
le nubi possono ora solcare il cielo
e il vento scuotere gli alberi, l’Isonzo e gli altri fiumi
correre al mare…
Nella nostra Italia
gli uccelli possono cantare,
esser verdi le foglie
e giocare i ragazzi.
Il sole può illuminare le acque
e la pioggia cadere
e sui monti brillare la neve.

Tu non puoi essere,
tu che ci hai dato la neve
la pioggia, la luce,
i venti, le nubi…
-Gridiamo: Amore,
gridiamo forte Amore,
che ne risuonino i monti,
e le valli,
e tuoni nelle orecchie: Amore!
C’è un ragazzo,
un candido morto,
che vive in quel grido.

PIER PAOLO PASOLINI

Published in: on aprile 25, 2015 at 07:06  Comments (4)